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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Curule-Custode
   Benv.: « Cursus mei intellectus, quia intellectus volvitur sicut cur-rus. »-Buti : « Seguitando lo scorrimento de'miei occhi. »- An. Fior. : « Parla qui metaforice. » - Serrav.: « Currum meorum oculorum. » -Barg.: « Lo discorrimento di mio guardo. » - Land.: « Quasi un trascorrimento, perciocché l'occhio procede continuando di cosa in cosa, come '1 carro procede nel suo viaggio.» - Veli. : «Il carro del mio sguardo, perchè lo sguardo procede nel trascorrer di cosa in cosa, come fa il carro di luogo in luogo. »
   Curiile, dal lat. curules ; propriam. Add. aggiunto di sedia o sella, dicevasi di una specie di sedia portatile, con gambe ricurve e da potersi aprire e chiudere. Comunemente era d'avcrio ornata di fregj, e usavasi in origine dai Re di Roma, di poi dai Consoli, dai Pretori e dagli Edili, detti perciò Curuli. E in forza di Sost. si usò pure per Sedia curule; onde Dante l'adopera figuratam. nel plur. per Le prime magistrature di una repubblica; Par. xvi, 108.
   Custode, dal lat. custos, Colui al quale è affidata la custodia di checchessia. Nel Poema Dantesco ogni cerchio dell'Inferno e del Purgatorio ha il suo custode o guardiano. I nomi dei custodi dei cerchi infernali appartengono quasi tutti alla mitologia: Caron, Minosse, Cerbero, Pluto, Flegiàs, le tre Furie con Medusa, il Minotauro ed i Centauri, Nesso, Chirone, Gerione, i Giganti, Nembrot, Fialte, Anteo, ecc. (vedi i singoli articoli). Perchè Dante cristiano, in un Poema eminentemente religioso, volle mettere in iscena figure della mitologia pagana? Non già per amore agli scrittori classici, ma perchè i SS. Padri avevano insegnato, le Divinità pagane non essere state altro che demoni, seguendo in ciò S. Paolo, il quale scrisse I Cor. x, 20: « Quae immolant gentes dsemoniis iinmolant et non Deo. » Così Lattanzio (Div. Instit. i, 7; II, 17), Agostino (Civ. Dei, viti, 19), Eusebio Prcep. Evang. ni, 2; iv, 10, 15; v, 3, 4, 5), Minucio Felice (Adv. Cels. vili, 3) e molti altri. Ma, per riverenza dell' antichità classica, Dante non mise nel suo Inferno le divinità olimpiche, togliendo dalla mitologia antica soltanto le divinità dell'Averno ed assegnando anche a queste un posto distinto nel suo Inferno. I custodi del Purgatorio Dantesco sono Angeli, tranne Catone d'Utica, il guardiano dell'Antipurgatorio, cui Dante volle assolvere e condannare nel medesimo tempo (cfr. Catone). Dal Paradiso terrestre in poi, i guardiani non ci sono più, giacché l'anima purificata essendo libera ed il suo arbitrio dritto e sano, non vi è più bisogno di custodi uscita che essa sia dall'ultimo cerchio del Purgatorio. L'uffizio dei custodi è di impedire che entri nella regione della quale sono posti a guardia chiunque non vi appartiene, onde