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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Cnriazi, lat. Curiata, nome dei tre fratelli gemelli da Alba Longa, i quali, nelle lotte tra Roma ed Alba Longa, combatterono contro i tre gemelli Orazi, loro consanguinei e, dopo averne uccisi due, furono tutti e tre uccisi dal terzo con astuzia. Così secondo la tradizione, alla quale Dante si attenne; cfr. Tit. Liv., i, 24-27. Dion. Hal., iii, 11, 22. Oros., Hist. ii, 4. Cic., Legg. in, 9, 20. Dante li ricorda Mori, il, 11, 21, e senza nominarli, Par. vi, 39. Conv.
   iv, 5, 114 e seg.
   Curio, Caio Curione, figlio di Caio Scribonio Curio, tribuno romano nell'anno 50 a. C.; prima repubblicano, si lasciò guadagnare da Giulio Cesare per danari che n'ebbe; cfr. Plut., Cces., 29. Suet., Cesa., 29. Vellei. Patekc., il, 16. Si recò da Roma a Ravenna nell'anno 49 a. C. per informar Cesare dello stato delle cose a Roma, quindi ritornò a Roma con lettere di Cesare al Senato. Pubblicato il decreto del Senato che dichiarava Cesare nemico della Repubblica, qualora non licenziasse il suo esercito e sgombrasse la provincia, Curione fuggì cogli altri tribuni a Ravenna, dove, secondo Lucano, esortò Cesare a non indugiare, dicendogli: « Tolle moras; semper nocuit differre paratis; » Lue., Phars. I, 281. Così il poeta. La storia invece c'insegna che Cesare aveva già passato il Rubicone allorquando Curione arrivò al suo campo. Inf. xxviii, 102; cfr. ibid.,
   v. 86, 93, 95-97.
   Cnrio, Manio Curio Dentato, cittadino romano di stirpe plebea (cfr. Cicer., Mur. vili, 17), vincitore dei Sanniti e Sabini durante il suo consolato nel 290 a. C., e di Pirro nella battaglia di Benevento durante il suo secondo consolato nel 275 a. C., e dei popoli ribelli dell'Italia meridionale durante il terzo suo consolato nel 274 a. C. Morì nel 272 a. C., celebre per la sua semplicità ed il suo disinteresse (cfr. Horat., Od. i, 12, 41). Allorché i Sanniti gli offersero ricchi doni per corromperlo, Curio li rifiutò, dicendo di non aspirare alle ricchezze, sì alla vittoria sopra i posseditori delle ricchezze (cfr. Plut., Cat. mai., 2. Cic., Cat. mai., 16, 55). Dante ricorda quest'ultimo fatto Conv. iv, 5, 81 e seg.
   Cnrradino, di Svevia, l'ultimo rampollo degli Hohenstaufen, figlio di Corrado IY imperatore. Nacque nel 1252 e perdette il padre il 21 maggio 1254, del quale ereditò i diritti alle corone di Napoli e di Sicilia. Venne nell' autunno del 1267 con un esercito di dieci mila uomini in Italia per rivendicare i suoi diritti, strappando l'eredità de' suoi avi dalle mani di Carlo d'Angiò. Sconfitto nella battaglia di Tagliacozzo (23 agosto 1268, cfr. Inf. xxvm, 17 e seg.), e tradito da un Frangipani, cadde nelle mani dell'Angioino, che lo fece de-