Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (523/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (523/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Curare-Curiale
   513
   o di far checchessia, vale Occuparsene con diligenza, Premerci, Importarci, e simili; Inf. xxxiv, 135. - 13. Mettere uno in cura di checchessia, detto poeticam. per Renderne alcuno desideroso, Destargliene il desiderio, la voglia, e simili ; Par. xxvi, 21. -14. Porre cura a checchessia, o di far checchessia, ed anche con l'ellissi della preposizione, vale Avvertire, Porre mente, Considerare attentamente; Purg. x, 135.
   Cnrare, dal lat. curare; Avere checchessia come obietto o termine delle nostre cure, Averlo a cuore. Premerci esso grandemente. -1. Per Avere checchessia in pregio o in istima, Farne conto o caso, Dargli peso o importanza, e simili; come di solito in proposizione negativa; Inf. xxi, 2. Par. xvn, 84. Conv. iv, 3, 47.-2. E riferito a cose fisiche, come caldo, tormento, dolori, ecc., vale Sentirli assai, temerli, Farci essi impressione. Riuscirci gravi, molesti, incomportabili; e in proposizione negativa equivale a Disprezzare; Inf. xiv, 46. -3. Figuratam., Purgare dai peccati, Purificare dalle colpe; Par. xvn, 20. - 4. Riferito a mali fisici, vale Medicare, Sanare, Guarire; usato figuratam. Purg. vi, 110.-5. Neut. pass. Avere o prendersi cura, premura, sollecitudine, di chicchessia o di checchessia; Purg. xx, 84. - 6. Neut. Aver cura, premura, sollecitudine di chicchessia o checchessia, Starci esso a cuore; Inf. n, 125. Conv. in, 14, 55.-7. E poeticam.: per Darsi pensiero, Darsi briga, di checchessia, o di far checchessia; Par. vili, 84.-8. E per Por mente, Attendere, Badare, Avvertire, e simili; Conv. l, 11, 37.
   Curata leggono alcuni tèsti invece di Corata, Inf. xxviii, 26. Cfr. corata.
   Curatore, dal lat. curator; Colui che è costituito, nei modi voluti dalla legge, ad amministrare i beni e negozj dei minori di età; Conv. iv, 24, 15. Curator orbis è detto l'Imperatore, Mon. in, 16, 61.
   Curiale, lat. curiaìis, Cortigiano, Aulico, Proprio di corte o di cortigiano. Curiale chiama Dante il volgare italiano ; Vulg. El. i, 13, 6; i, 14, 31; I, 16, 43; I, 17, 2; i, 18, 25 e seg.; i, 19, 2. « Est etiam (il volgare italiano) merito Curiale dicendum, quia curia-litas nil aliud est, quam librata regula eorum, quse peragenda sunt, et quia statera hujusmodi librationis tantum in excellentissimis Curiis esse solet, hinc est quod quicquid in actibus nostris bene libratum est, curiale dicatur. Unde cum istud in excellentissima Italorum Curia sit libratum, dici Curiale meretur ; » Vulg. El. i, 18.
   33. — Enciclopedia dantesca.