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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Cùpere-Cnpido 511
tata di tale animo, qual è espresso dall'aggiunto medesimo; Inf. v, 100. Purg. iv, 134; xxvi, 72. - 9. In senso particolare, per l'Interno dell'animo; Purg. vi, 130. Conv. n, 7, 10-16.-10. Per Stato o Condizione, e altresì Disposizione, dell'animo: e poeticam. anche Animo, rispetto a una data condizione o disposizione ; Purg. xxvin, 45.
11. Cuore, talora è usato ad accennare qualità morale di una persona, come Altezza o Fortezza d'animo, Animo affettuoso, compassionevole, benefico, Generosità, e simili; Par. vi, 140. - 12. E per Coraggio, Ardimento; Inf. xvm, 86.- 13. E per Mezzo, Centro, Parte più interna; Par. xii, 28. - 14. Con tutto il cuore, posto avverbialm., vale Con vivo e sincero affetto, o Con grande istanza; Par. xiv, 88. - 15. Avere nel cuore o in cuore, una persona, o anche una cosa, vale Amarla molto, Portarle grande affetto, Esserci essa cara, Conservarne affettuosa memoria, e simili; Conv. iv, 11, 89.-16. Dire il cuore, in costrutto col Che o col Di, ovvero con l'oggetto espresso, vale Avere un dato presentimento, ed altresì Esser di sentimento, Avvisarsi; Vit. N. xxn, 53.- 17. Mordere altrui il cuore, vale poeticam., Suscitare in esso pentimento o dolore; Purg. xxxi, 88. - 18. Porre il cuore in checchessia, o anche a checchessia, vale Affezionatisi grandemente, Volgervi del tutto gli affetti ed i pensieri ; Purg. xiv, 86. - 19. Tremare il cuore, vale Essere grandemente commosso da qualche vivo affetto, e più spesso dal sentimento della paura; Provare nell'animo gran commozione; Vit. N. xxn, 60.
Capere, lat. cupere, Desiderare; Par. xiii, 1.
Cupidigia, dal lat. barb. cupiditia, Appetito disordinato di guadagni, beni, onori e simili; Inf. xii, 49. Purg. vi, 104. Par. v, 79; xxvii, 121; xxx, 139.
Cnpidità, lat. cupiditas, Desiderio intenso e smoderato di conseguire o fare alcuna cosa, Amore disordinato dei beni materiali, e simili; Par. xv, 3. Conv. i, 11, 6, 74; ìv, 12, 75. Mon. i, 11, 27, 48, 62, 69; t, 16, 19; il, 5, 24.
Cùpido, dal lat. cupidus; Disordinatamente desideroso o avido. 1. Figuratam., riferito all'intelletto e preso in buon senso, per Grandemente desideroso, Molto bramoso; Par. v, 89. -2. Figuratam. riferito ad occhio, vale Che dimostra concupiscenza; Purg. xxxii, 154. -3. Per Desideroso di avere, di far guadagni illeciti, Avaro; Inf. xix, 71.-4. E in locuzione figurata: Purg. xx, 93.
Cnpido, lat. Cupido, il figliuolo di Venere, o dio dell'amore, detto più comunemente Amore; Par. vili, 7.