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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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si urtano, o certe materie quando crepitano o scoppiettano; Inf. xxxn, 30.
Crine, dal lat. erinis, Capello, Chioma. 1. Per Capello dell'uomo; e più spesso, usato nel singolare, sta per Tutti insieme i capelli, Chioma; Inf. vii, 57; ix, 41. Purg. xxii, 46. - 2. Poeticam. per Tutti insieme i raggi luminosi che emanano da stelle o astri ; Inf. xxiv, 2. - 3. Stare altrui a' crini, vale figuratam. e poeticam. Stargli appresso, non abbandonarlo mai, a fine di afferrarlo a suo tempo; Inf. xxvii, 117.
Crisippo, XpuaiTtTcog, figlio di Apollonio, nato nel 290, morto verso il 208 a. C., discepolo di Cleante e di Zenone, celebre filosofo greco, al quale si attribuirono niente meno che 705 opere filosofiche e letterarie. Cfr. Baquet, De Chrysippo, Louvain, 1822. Petersen, Philosophice Chrysippece fundamenta, Amburgo, 1827. Zeller, Philosophie der Griechen, ed. 3, in1, 39 e seg. Il catalogo delle opere di Crisippo si trova presso Diog. Laért., vii, 189 e seg. Dante lo nomina, De Mon. il, 8, 68, riferendo una sentenza di Cicerone De Officiis, in, 10.
Crisostomo, Giovanni d'Antiochia, detto Crisostomo (Xpooó-oxojjics), cioè bocca d'oro, a motivo della sua eloquenza. Nato da nobile famiglia verso il 347 in Antiochia, fu discepolo di Libanio e poi del vescovo Melezio; eletto nel 386 presbitero di Antiochia e nel 398 patriarca, ossia metropolitano di Costantinopoli. Morì nel 407 in esilio nella chiesa di Basilisco presso Cornano nel Ponto. Fu uno dei più eloquenti padri della Chiesa greca, ed uno dei più animosi campioni del cristianesimo. Cfr. Socr., Hist. eceì. vi, 2-21. Sozom. vili, 2-23. Hieron., De vir. illustr., 129. Rivière, J. Chrysost. comme prédicateur, Strassb., 1845. Neandez, Der heil. Chrysost., 3. ed., Gotha, 1858. Il Brev. Boni, ad 27 Jan. : « Joannes Antiochenus, propter aureum eloquenti® flumen cognomento Chrysostomus, a forensibus et saecularibus studiis ad divinas litteras summa cum ingenii et industri® laude se contulit. Itaque sacris initiatus, ac Presbyter Antiochena Ecclesise factus, mortuo Nectorio, Arcadii, Imperatoris opera, invitus Constantinopolitanse Ecclesise praficitur. Quo suscepto pastorali munere, depravatos mores et nobiliorum ho-minum vivendi licentiam vehementius objurgare coepit. Qua ex li-bertate magnum multoruirt subiit invidiam. Apud Eudoxiam etiam, quod eam propter Callitropse viduse pecuniam et alterius viduse agrum reprehendisset, graviter offendit. Quare aliquot Episcoporum acto Chalcedone conventu, quo ipse vocatus ire noluit, quod nec legitimum Concilium nec publicum esse diceret, nitente in primis