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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Il tuo pueril quoto, la tua fanciullesca qualità. » Così gli antichi. I moderni vanno d'accordo nello spiegare Coto per pensiero.
Cotto, lat. coctus ; 1. Per Offeso dal fuoco, Abbruciato, Scottato; Inf. xv, 25; xvi, 49; xxii, 150. - 2. Detto di terra o argilla, vale Che è stato sottoposto all'azione del fuoco nella fornace, ed ha pertanto la durezza di un corpo solido; Inf. xiv, 110.
Covare, dal lat. cubare che propriamente valeva Giacere, e che nel lat. barb. trovasi usato attivamente invece di fovere. In locuz. fig. parlandosi di signoria o reggimento sopr'alcuna città o stato, significa Tenere sotto di sè, Dominare, Signoreggiare; Inf. xxvii, 41.«Yult enim dicere, quod iste Guido Novellus fovet et protegit ravennates sub umbra alarum suarum, sicut aquila filios suos ; » Benv. - « Sotto questa voce cova si comprende che Guido Novello la tratta bene, e che la sua signoria è buona; » Cast.
Covercliiare, Covercliio, Coverta, Coverto, cfr.
Coperchiare, Coperchio, Coperta, Coperto.
Cozzare, urtare con impeto; ferire con le corna. E per similit. ed anche figuratam., Percuotersi l'un l'altro, venendosi violentemente incontro; Inf. xxxii, 51. Etimologia oscura. ^..-«Probabilmente è d'origine alfine al lat. quatio, e cutio, che sebbene si trovi solamente in composizione con particelle, come concutio, decutio, excutio, percutio, ecc., tuttavia è verisimile che esistesse anche di per sè solo. » Zamb.: « Si propose: 1. co-icere, coictiare, codiare: 2. ted. ~hutzen : 3. coccia nel senso di testa, e converrebbe con la frase dar del capo. » Vedi pure Diez, i3, 143 e seg.
Cozzo, Il cozzare, Colpo dato, o ferita fatta, cozzando. 1. Per Incontro, Scontro violento, di persone; Inf. vìi, 55.-2. Bar di cozzo, per Contrastare; Inf. ix, 97.-3. E per Inciampare, Incontrare, Abbattersi, in cosa o persona; Purg. xvi, 11.
Crasso, Marco Licinio Crasso, nato l'anno 114 a. C., celebre per le sue ricchezze e famoso per la sua avarizia, la fama della quale era arrivata sino ai Parti (cfr. Plutar., Crass., 2. Cicer., De off. i, 30; il, 18, 57). Neil'82 a. C. combattè sotto il comando di Sulla contro Roma (Plutar., Crass., 6), e nel 71 terminò con una vittoria decisiva la guerra contro Spartaco (Plutar., 1. c., 10). L'anno seguente ebbe il consolato insieme con Pompeo, col quale s'imbrogliò e rappattumò poi di nuovo (Plutar., Pomp., 23). Nel 65 fu eletto censore insieme con Lutazio Catullo, col quale non seppe vivere in concordia. Sei anni dopo formò con Pompeo e Cesare il