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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Philippe le Bel, Par., 1884. Il Buti: « Fu morto a la caccia da uno porco salvatico, clie lo percosse e stracciollo co la sanna. » Serrav. : « Dum iret venatura, fuit interfectus ab uno apro Silvestro. »
   Cotesto, Cotesta, Cotesti, dal lat. ecce id istud, oppure da hoc id istud, con leggiera metatesi nella parola hoc. 1. Add. che serve a designare persona o cosa prossima a colui al quale si parla, ovvero a indicare persona, o cosa, antecedentemente nominata; Inf. vii, 51; xi, 16; xxix, 90; xxxil, 55. Purg. vi, 40; Vili, 136; xxxiii, 98. - 2. In forza di Pron. dimostrativo, lo stesso che Costui o Costei; Inf. ni, 89. Purg. xi, 55.
   Cotidiano, dal lat. quotidianus, Quotidiano, Di ogni giorno; Purg. xi, 13.
   Coto, pensiero; Inf. xxxi, 77. Par. in, 26. Dal lat. cogitare derivò la voce cuidar (prov., spagn., portog.), o cuidier (frane, ant), o coitare (ital. ant.), oggi cogitare. E da questo verbo deriva il sost. coto, prov. cuit, cuida, frane, ant. cude, spagn. ant. cuida, portog. cuida. Cfr. Diez, Wòrt. i3, 132 e seg. Asquini, Intorno al vero significato della parola Coto usata da Dante, nel Giorn. Arcad., 1834, lxi, p. 152-62. Nannocci, Sopra la parola Coto usata da Dante, Fir., 1839. Verbi, p. 119, nt. 3. Fanfani, Lettere precettive, p. 319, nt. 2. I più antichi commentatori (Batnbgl., An. Sei., Iac. Dant., Lan., ecc.) non si fermano a spiegare questa voce, segno che in quei tempi era generalmente nota. L'Ott. sopra Par. in, 26, parafrasa semplicemente :« il tuo puerile pensiero. » - Benv.: « Propter cuius malum cogitamen; » e al luogo del Par.: « tuam va-nam cogitationem ad modum pueri. » - Buti nel passo cit. dell' Inf. legge mal voto e spiega « mal desiderio ;» nel passo del Par. legge quoto e chiosa: « Cioè lo tuo puerile iudicio; quotare è iudicare in quale ordine ogni cosa sia, e però quoto si può pilliare per lo iudicio. » - An. Fior.: « Coto, idest cogito, ciò è per lo cui mal pensiero nacquono i linguaggi nel mondo : et è parlare sincopato, che trae la lettera et la sillaba del mezzo il nome; chè dove doverebbe dire cogito, et elli dice coto. » - Serrav. : « Cotum, idest cogitamen. » -Barg. legge come il Buti voto e spiega: «per lo cui mal desio. »-Land.: « Per il cui cattivo desiderio. » E al luogo del Par. legge quoto e spiega :« giudicio; quotus in lingua latina significa il quanto in ordine, et por la cosa in quale ordine si è da giudicare. » -Veli.: « Per lo cui mal coto, cioè Per lo mal cogitato, e pensato.... Appresso '1 tuo pueril coto, cioè Appresso il tuo imperfetto giudicio. » - Dan. : « Per lo cui mal coto, per la cui mala qualità....