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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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imperatrice, figlia postuma di Ruggiero I re di Sicilia e di Puglia, sorella di Guglielmo II ultimo re della casa Normanna, nata nel 1154, fu sposata il 27 gennaio 1186 a Milano ad Arrigo VI di Svevia, figlio di Federigo Barbarossa. Morto Guglielmo II, Arrigo avanzò pretese di successione nel regno di Sicilia, ma sulle prime combattè invano contro Tancredi da Lecce, il quale prese Costanza e la tenne prigioniera circa un anno, sino al 1192. Morto Tancredi, Arrigo e Costanza s'impadronirono del regno di Sicilia nel 1194, e il 26 de-cembre di quest'anno l'imperatrice partorì l'unico figlio, che fu l'imperatore Federigo II. Rimasta vedova il 28 settembre 1197, prese le redini del governo nelle proprie mani e per raffermare nel regno sè ed il figlio si rappacificò col papa Innocenzo III, al quale affidò la tutela del giovane Federigo II. Morì il 28 novembre 1198. Si favoleggiò che prima di andare sposa ad Arrigo VII si fosse fatta monaca e violasse poi il voto, alla qual favola ai tempi di Dante tutti prestavano fede; cfr. Vill., iv, 20; v, 16. Vigo, Dante e la Sicilia, p. 14 e seg. Barlow, Contributions, p. 337-60. Com. Lips. in, 76 e seg. Con tutti i suoi contemporanei anche Dante riteneva la favola per fatto storico; Purg. ni, 113. Par. in, 118; ìv, 98.-2. Costanza regina d'Aragona, figlia del re Manfredi, andata sposa a Pietro III re d'Aragona, al quale partorì tre figli: Alfonso, morto adolescente nel 1291, Federigo che fu poi re di Sicilia, e Iacopo che successe al padre nel regno d'Aragona. Morì a Barcellona nel 1302. Fu « avvenente della persona, bellissima d'animo, per le care virtù di donna e madre, e credente nel Vangelo. La fine di Manfredi avvelenò il fior degli anni suoi; poi, s'ella vide punito lo sterminator del sangue svevo e libera la Sicilia, ebbe a tremare ad ogni istante pe' suoi più cari; pianger la morte di due figliuoli, la nimistà di altri due; nè troppo la poteano far lieta le nozze della figlia nel-l'abborrita casa d'Angiò. Nacque e fu educata in Palermo; tornata in Sicilia per sì rare vicende, la governò dolcemente dopo la partenza di Pietro; dettò alcuna legge che non è pervenuta a noi; fu amorevole coi sudditi.... Non ebbe ambizione, lasciando prima a Pietro, poi a' figliuoli, la corona di Sicilia, ch'era sua se si poteva rivendicare per diritto; nè tal moderazione nacque da pochezza d'animo in costei, che ben seppe in pericolósissimi tempi provvedere alla difesa della Sicilia, e due volte con molta destrezza salvar Federico da' partigiani di Giacomo; » Amari, Vespro Sicih, il, 324. Dante la menziona Purg. ni, 115, 143; vii, 129.
Costare, dal lat. constare; 1. Valere, detto di cosa che si venda, ma con relazione al pagamento del prezzo ; detto di qualsivoglia cosa od azione, nella quale occorrano spese, vale Portar la