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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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ragione, preso per i Magistrati o Giudici stessi; Par. xi, 61. - 5. E per similit. detto del Tribunale celeste; Purg. xxi, 17; xxxi, 41.
Cortese, 1. Che ha modi gentili, ed animo disposto a fare altrui piacere e favore ; Grazioso nel tratto, e compiacente. Dal sost. corte, in quanto dette qualità fossero proprie singolarmente di coloro che frequentavano le corti; Inf. il, 58, 134; ili, 121; xvi, 15. Purg. v, 70; ix, 92; xi, 85; xiii, 27. Par. xn, 111; xv, 43.-2. E detto ironicamente a significare il contrario; Par. ix, 58.-3. Poeticamente per Benigno, e altresì Propizio, detto di Dio; Inf. il, 17.-4. Detto sia di costumi, sia di atti, sia di atteggiamento, vale Proprio di persona cortese, Che ha in sè gentilezza, Che procede o muove da nobiltà di modi, o da benignità di animo, ovvero Che dimostra tali qualità; Conv'. iv, 26, 75. 77.- 5. E figuratam. detto di opinione, per Buona, Favorevole; Purg. Vili, 136.
Cortesemente, Da persona cortese, Con cortesia, Secondo cortesia, In bel modo, Graziosamente; Conv. iv, 25, 10. 11.
Cortesia, L'esser cortese. Dante definisce (Conv. it, 11, 43 e seg.) : « Cortesia e onestade è tutt' uno ; e perocché nelle Corti anticamente le virtudi e li belli costumi s'usavano,--si tolse questo vocabolo dalle Corti; e fu tanto a dire cortesia, quanto uso di Corte. » - 1. Per Tutte insieme le virtù e gli atti convenienti a persona ben nata, a gentiluomo; come nobiltà d'animo, generosità, lealtà, liberalità, magnificenza e simili; in quanto tali doti fossero proprie delle corti e de' cortigiani; Inf. xvi, 67. Purg. xiv, 110; xvi, 116. Par. xii, 143; xvn, 71. Conv. iv, 26, 90.- 2. E parlandosi di Dio, o di Cristo, si usò per Grazia, Benignità, Misericordia, o simile; Par. vii, 91. Vit. N. xliii, 8.-3. Per Atto o Tratto cortese, gentile; Favore, Servigio, Benefizio o simile, fatto cortesemente, o per animo benevolo; Inf. xxxiii, 150, il qual luogo è diversamente interpretato. I più antichi (Bambgl., An. Sei., Iac. Dant., Lan., Petr. Dant., Falso Bocc., ecc.) tirano via. -Ott.: Dante « avrebbe fatto contra la giustizia di Dio, per lo cui dono egli andava visitando questi dannati; sicché fu cortesia, cioè gratitudine e conoscenza ad essere villano, cioè non cortese a colui, che fu villano reo e malvagio alli suoi osti, rompendo fede e confidanza. »- Cass. : « Ad nostram moralitatem dicit auctor quod non debemus conversari nec benivoli esse istis proditoribus etiam si eorum proditio nobis profuerit nec eorum consortinm habere. » - Benv. : «Per hoc autor dat intelligi, quod nulla misericordia, nulla compassio est prsestanda ab extraneo homini tam crudeli, qui nullam habet pie-tatem de sanguine suo, imo nulla fides servanda est proditori. » -