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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Continuo, dal lat. continuus ; 1. Che non ha interruzione, Non intermesso, Che non cessa; e dicesi altresì di ciò che essendo frequentissimo, pare quasi che non cessi mai ; Inf. xvi, 27. Par. xxvii, 125. Conv. Ili, 2, 55. - 2. E per Non interrotto, Continuato, detto di cose che si succedono l'una all'altra in una serie ordinata, o di ciò in che questa successione si opera; Conv. ili, 7, 52.
Conto, dal lat. cognitus ; 1. Noto, Ben conosciuto; Purg. n, 56, nel qual luogo i raggi del Sole sono detti saette conte; Purg. xv, 12. - 2. Per Palese, Manifesto; nel qual senso è usato nelle maniere: Essere conto ad alcune, per Sapersi o Conoscersi da esso; Inf. in, 76. Fare conto, per Riferire, Palesare, Far conoscere; Purg. xiii, 105. Avere checchessia conto, per Conoscerlo, Averne esperienza; Inf. xxi, 62. - 3. E per Conoscente, Familiare, Amico; Par. xxv, 10. - 4. Nel luogo Inf. x, 39, per parole conte i più intendono parole chiare, precise, e simili; altri Parole contate, numerate; altri Parole ornate e cortesi (dal lat. comptus). I più antichi (Bambgl An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., Petr. Dant., Cass.) non danno veruna interpretazione. - Bocc.: « Composte e ordinate a rispondere; quasi voglia dire, tu non vai a parlare ad ignorante. » - Falso Bocc. tace. - Benv.: « Quasi dicat: loquere cum isto familiariter dare, quia iste novit ea de quibus tu vis scire et facere memoriam. » -Buti: « Parla apertamente e ordinatamente. » - An. Fior. tace. -Serrav.: « Loquere modeste et honeste. » - Barg. : « Sian chiare, ben intelligibili. Parlerai apertamente senz' alcun rispetto. » - Land.: «. Chiare et aperte; perchè chi vuol esser fuor d'eresia deve scrivere et parlar senz'alcuna ambiguità. » - Veli. : « Manifeste et chiare, et non confuse et oscure, essendo così necessario di fare a chi desidera et vuol avere della cosa perfetta, intera et vera cognizione. »-Gelli : « Dicendogli che parlasse seco accuratamente, come si conveniva far con un uomo simile. » - Dan.: « Manifeste e chiare, e non ambigue o dubbie, perciò che a parlar con Heretici, bisogna esser molto accorto e riguardoso. » - Cast.: « Virgilio dice questo a Dante e perchè avea detto : Buon duca, non tegno riposto mio dir, se non (per) dicer poco, e perchè Virgilio aveva veduto che temeva. » (?) - Vent. : « Manifeste e chiare. » - Ces.: « Alto e ri-ciso.... E forse anche conte è invece di contate, cioè numerate; quasi dicesse, Non le affastellare alla rinfusa, ma ben pesale per sin-gula. » - Betti : « Dante usa qui un modo poetico per dire: fa ch'egli sappia le tue parole, cioè ciò che tu vuoi. » - Boss.: « Fa che i sensi tuoi sien noti. Conte è sincope di cognite.» - Tom.: « Chiare e nobili. » - Br. B. : « Aperte e franche. »-Andr.: « Adorne (lat. comptce), nobili, com'è degno di tanto collocutore. » - Com.: « Siccome Fari-