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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Conio
Inf. xvm, 66, è frase assai disputabile. I più intendono: Femmine da prostituire per danaro, come infatti Yenedico Caccianimico aveva prostituito la propria sorella per denari. Pare che così intendesse già Iac. Dant. il quale chiosa : « Per cierta quantità di moneta la sirocchia charnalle alla voglia del marchesse Obizzo da Esti char-nalmente chondusse. » - Lan.: Conio, « cioè moneta; quasi a dire: tu non eri da altro se non da roffianare femine per moneta. » - Cass.: « Apte ad emendum. » - Benv.: « Ad lucrum, ad denarios, ad pe-cuniam. » - Serrav.: « Femine de conio, idest de denariis ; idest hic, in hoc loco, non sunt mulieres meretrices, que prò denariis, qui cuniantur, etc. » - Land.: « Da pecunia, la qual si conia; et questo dice, perchè chi vuol corrompere la femina, non ha maggior mezo che la pecunia. » - Vell. : « Femine da moneta coniata et stampata, mediante la quale, leggiermente si corrompe la pudicitia delle femine. » - Gelli: « Da esser corrotte con danari. » - E così intendono, con qualche lieve modificazione, Dan., Cast., Voi., l'antica e la nuova Cr., Vent., Lomb., Port., Pogg., Biag., Ces., Wagn., Tom., Br. B., Frat., Andr., Cam., Bennas., Lub., Campi, Poi., Bigutini, Bl., ecc.
Ma madonna Ghisolabella de' Caccianemici non era femina da far copia di sè per denari ; fu anzi ingannata e tradita dal fratello, il quale la moneta ricevuta tenne per sè. Quindi altri intendono: Femmine da ingannare. - Ott. : « Quando uno inganna altro, quello si dice coniare; mostra uno, ed è altro. Coniare è mutare d'una forma ad altra forma, e viene a dire ingannare, fare falso conio, falsa forma; trae il nome dalla moneta che piglia stampa. »- Buti : «Da essere coniate et ingannate con le tue seduzioni. » - An. Fior.: « Qui non ha femmine da poterle coniare, et ingannare per danari o per altro illicito modo. » - Betti: « Da essere ingannate e sedotte, come fu Ghisola bella; perciocché coniare nell'antica lingua toscana vuol dire ingannare, sedurre. » Accettando essenzialmente questa interpretazione, alcuni, ricordando il senso dell'antico frane. Coigner, vedono nella frase Femmine da conio una sconcia allusione, che in bocca ad un demonio facilmente si comprende. Così Mazzoni-To-selli, Fanf., Scart., Berth., ecc. Alcuni poi (Bambgl., An. Sei., Petr. Dant., Falso Bocc., Barg., Tal., Boss., Corn., ecc.) non danno veruna spiegazione, ma pare che i più antichi prendessero coi più Conio per Moneta coniata. - Su questo passo, uno dei più controversi della Div. Com., cfr. 0. Mazzoni-Toselli, Voci e passi di Dante chiariti ed illustrati con documenti a lui contemporanei raccolti negli antichi Archivi di Bologna, Bologna, 1871, p. 116 e seg. P. Fanfani nell' effemeride II Borghini il, p. 264 e seg., 274 e seg., 311 e seg. G. Rigutini, Del vero senso della maniera Dantesca Femmine da conio, Fir., 1876. Fereazzi, Man. v, 336-40.