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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Concreare-Concnbina
   Concreare, dal lat. concreare, Creare insieme, nel medesimo tempo; Par. xxix, 31.
   Concreato, dal lat. concreatus, Creato insieme, Innato, Congenito; Par. ti, 19.
   Concubina, dal lat. concubina; 1. Colei che ha comune l'abitazione ed il letto con alcun uomo, non essendogli moglie; Conv. n, 15, 133. - 2. La Concubina di Titon (o Titan) antico, è una celebre donna, della quale si occuparono molti, onde sul relativo passo, Purg. ix, 1, abbiamo tutta una letteratura, ma della quale ciò nonostante si può dire che nessuno sino a questo giorno la conobbe. Quasi tutti i commentatori si avvisano che questa concubina sia l'Aurora, e il suo dolce amico il di lei marito Titone, figlio di Laomedonte (cfr. Titone). Gli uni, fondandosi sul fatto, poco meno che indiscutibile, che nei relativi versi Dante parla della sera, non della mattina, affermano che la Concubina di Titone è l'Aurora lunare, ossia l'Alba che precede il levar della luna sull'orizzonte del Purgatorio la quarta sera dopo il plenilunio. Così Lan., Ott., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., Benv., Buti, An. Fior., Serrav., Land., Tal.. Dan., Mazzoni, Vent., Port, Costa, Wagn., Br. B., Antonelli, Camer., Campi, Agnelli, Kanneg., Filai., Kop., Bl., Witte, Eitn., Krig., Nott., Longf., Vernon, v. Mijnd., ecc. Ma, per tacere che dieci ore di sonno pare veramente un po' troppo, la mitologia non conosce nò l'esistenza nè il nome di un'aurora lunare concubina di Titone ed i versi di Dante escludono la possibilità di ammettere che si tratti di una invenzione o finzione del Poeta. Altri si avvisano la Concubina di Titone essere l'aurora solare nell'emisfero del Purgatorio (Veli., Voi., Bosa Morando, Liomb., Pogg., Biag., Perticari, Tom., Mossotti, Emil.-Giud., Frat., v. Hoff., Franche, Barlow, ecc.), oppure nell'emisfero di Gerusalemme {Perazzini, Dion., Ces., Borghi, Lanci, Greg., Andr., Bennas., Frane., Com., Ponta, Della Valle, Aroux, ecc.). Ma l'Aurora è la moglie, non la concubina di Titone, e questi le è marito e non amico, e molto meno dolce amico, vecchio decrepito a segno che Aurora ne era disgustata (cfr. Hesiod., Theog., 986). Secondo alcuni pochi moderni la Concubina è l'onda marina, ossia Tetis, moglie dell'Oceano, Titone, o secondo altra lezione Titan, è il Sole, e la frase « Fuor delle braccia del suo dolce amico » accenna all' imbiancarsi dell'onda marina per lo sorgere dell'astro lunare (Antonelli, Scart., Gildem., ecc.). Cfr. Comm. Lips. li, 148-61. E vedi pure Carmine Galanti, Lett. su Dante Al., Serie n, Lett. vi-ix, Prato, 1883. Po-letto. Com. n, 219-21.