Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (437/1180) Pagina
Pagina (437/1180)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Concepire-Concetto della Divina Commedia 427
Inf. xvii, 42. - 4. Detto anche per Ammettere come vero e probabile; Par. xxix, 44. - 5. Neut. pass. Concedersi vinto, vale Dichiararsi, Confessarsi tale ; Par. xxx, 22.
Concepire, e poeticam. Concépere, dal lat. concipere ; propriam. Dare principio la femmina dei vivipari, nel proprio ventre, ad un nuovo individuo della medesima specie, in virtù del congiungimento col maschio. - 1. In locuz. figur. Par. xxxiii, 127. Conv. Sf 3, 40. - 2. Att. Fare esistere; Dare la prima esistenza; riferito al feto; Inf. xii, 13. - 3. E per similit. Purg. xxviii, 113.-4. Figuratam. e poeticam. Ricevere nella mente per mezzo dei sensi, detto di cosa che su questi faccia impressione: ed ellitticamente trovasi senza l'oggetto espresso; Par. xvm, 86; xxix, 139. - 5. E parlandosi figuratam. di atti intellettuali, vale Cogliere, Afferrare con la mente, Comprendere di una cosa la ragione, la cagione, la natura e simili; ed anche semplicemente Capire, Intendere, e talvolta Conoscere; Inf. xxvi, 73. Par. lì, 37; xxxiii, 75.- 6. E per Immaginare, Pensare, Credere, argomentando da checchessia; Conv. i, 2,87.
Concepnto, dal lat. conceptus, Formato nella mente, Ideato, Immaginato; Conv. i, 10, 43.
Concesso, cfr. Concedere.
Concetto, dal lat. conceptus che nell'età aurea valeva Concepimento, e nella bassa latinità equivalse a cogitatio. 1. Ciò che si concepisce con la mente intorno a checchessia, Idea che ce ne formiamo; ed anche Modo o Forma, come ci rappresentiamo checchessia nella immaginativa; Par. xxxiii, 68. - 2. Per L'atto del concepire, ed altresì La potenza del concepire; Par. xxix, 81, 132. - 3. Per L'effetto del concepire, Impressione di alcun oggetto ricevuta nella mente; Par. in, 60. - 4. Per Ciò che l'intelletto nostro immagina o inventa, Ciò che la mente pensa, Pensiero ; Inf. xxxii, 4. Par. xv, 41; xix, 12; xxii, 33; xxiv, 60; xxxiii, 122. Conv. i, 5, 61; i, 12, 70.
Concetto della Divina Commedia. Dapprincipio Dante non vagheggiava che un Poema in lode della sua Beatrice (F. N. xliii), la cui forma esteriore doveva essere un viaggio nel mondo di là (F N. xix, 40, 41). Ma dopo aver fatto i vasti studi da lui intrapresi dopo la morte di Beatrice (F. N. xliii, 4. Conv. li, 13, 7-40; in, 9, 110 e seg.), il primitivo suo concetto si allargò di modo che, pur conservando la forma esteriore ideata quando Beatrice viveva ancora, il Poema riuscì non pure l'apoteosi di Beatrice, ma la grande epopea della Redenzione. « Finis Totius et Partis est, removere viventes in hac vita de statu miseriae, et perducere ad