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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Commedia
   409
   Par. 1. Avviare checchessia, Porsi a far cosa che sia per aver continuazione, Principiare, Dar principio; Inf. xxvi, 86. Purg. xx, 64. Par. xi, 55; xxix, 52. Conv. in, 15, 119, ecc. - 2. E in modo ellittico, Avviare il discorso, Prendere a dire; Inf. n, 10, 132; v, 73, 112. Purg. iv, 43, 123. Par. i, 103; in, 35, ecc. - 3. Neut. Aver principio, Prender principio; Inf. xxv, 21. Conv. iv, 24, 33.-4. E nel medesimo senso talora usasi con le particelle pronominali ; Par. xiii, 11. Conv. iv, 14, 27. - 5. In forza di Att. come di Neut. co-struiscesi con la particella A, reggente l'Infinito di alcun verbo, e forma una maniera denotante il principio di un'azione, di un fatto, e simili ; Inf. il, 56. Par. xxx, 5. - 6. E usato come Sost. Inf. i, 31 ; n, 39, 42; in, 24; ix, 11. Purg. iv, 89; xxx, 22. Par. xxi, 35.
   Commedia, dal lat. comcedia, e questo dal gr. %a),Juo§ta, Sorta di componimento drammatico in prosa o anche in verso, nel quale si rappresentano per lo più fatti e personaggi della vita privata. Ha esito quasi sempre lieto, e intende, mediante il ridicolo, a correggere i vizj e i difetti degli uomini. Anticamente dicevasi Commedia ogni componimento in lingua volgare, in quanto che questa non si credeva atta a trattare se non soggetti umili e mezzani. Onde Dante chiamò il suo massimo Poema Commedia, Inf. xvi, 128; xxi, 2, e perchè dettato in lingua volgare, e perchè ha principio spaventevole e lieto fine. L'epiteto divina fu aggiunto dai posteri, e nelle edizioni comparisce la prima volta sul frontespizfo di quella del Dolce, Yen., 1555, dopo che il Landino nella sua ediz., Fir., 1481, ebbe chiamato divino il Poeta stesso. -« Libri titulus est: Incipit Comcedia Dantis Allagherà, Fiorentini natione non moribus. Ad cujus notitiam sciendum est, quod Comcedia dicitur a comos, idest villa, et oda, quod est cantus, unde Comcedia quasi villanus cantus. Et est Comcedia genus quoddam poeticse narrationis, ab omnibus aliis diiferens. Differt ergo a Tragcedia in materia per hoc, quod Tragcedia in principio est admirabilis et quieta, in fine sive exitu est fcetida et horribilis. — Comcedia vero inchoat asperitatem alicujus rei: sed ejus materia prospere terminatili-. - - Similiter differunt in modo loquendi: elate et sublime Tragcedia ; Comcedia vero reinisse et liu-militer. — Et per hoc patet quod Comcedia dicitur prgesens opus. Nani si ad materiam respiciamus, a principio horribilis et fcetida est, quia Infernus ; in fine prospera, desiderabilis et grata, quia Paradisus. Si ad modum loquendi, remissus est modus et humilis, quia loquutio Vulgaris, in qua et mulierculffi communicant;».ì/pis£. Cani, § 10. - Iac. Dant. dice che Commedia è uno stile « sotto il qualle gieneralmente e universalmente si tratta di tutte le chosse. E quindi il titolo del presente vilume prociede. » Negli altri an-