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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Col-Colei
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nell'originale, ma nelle traduzioni latine che allora si avevano; cfr. Conv. ii, 15, 45 e seg. L'ebraico ed altre lingue orientali gli erano del tutto estranee; cfr. Malaciioth. Nella Bibbia, nelle opere latine dei SS. Padri, degli autori scolastici e mistici, e specialmente di S. Tommaso, egli era versatissimo. Sarebbe difficile nominare una sola scienza studiata ne' suoi tempi, della quale lo si potesse dire del tutto digiuno. Cfr. C. Cavedoni, Saggio di osservazioni sopra gli studi biblici di D. A., negli Opusc. rei. e mor. di Modena, 1861, x, 61-88; xi, 3-21 e 321-38; xn, 161-84. Ferrazzi, iv, 100-175; v, 46-109. De Batines, i, 559-69. M. Scherillo, I primi studi di Dante, Napoli, 1888.
Col, voce formata dalla prep. con e dall' artic. il; occorre sovente. Cfr. Con.
Colà, dal lat. eccu e illac, avverb. che accenna a luogo distante tanto dalla persona che parla, quanto da quella che ascolta. 1. In quel luogo, Là; e si usa cosi coi verbi di stato come coi verbi di moto; Inf. iv, 118; xvn, 30. Purg. vn, 67; xn, 79. - 2. Si unisce anche ad altri avverbj; e se ne formano varie maniere, come ad esempio: Colà dove, Colà ove e Colà 've; lo stesso che Dove, In quel luogo nel quale; Inf. ni, 95; iv, 105; v, 23; x, 41; xxvi, 30. Purg. i, 101; in, 25. Par. x, 148; xxn, 3. -3. Per estensione trovasi riferito anche alle persone e alle azioni loro; Conv. in, 15, 111.
Colare, dal lat. colare, detto di liquido, vale Scorrere adagio adagio, ed anche Gocciolare, Stillare; Purg. xxv, 78. Nel luogo Inf. xn, 120 il si cola sta per si cole, cioè Si venera. Cfr. Colere.
Coleo, o Colchide, KoXxte, Paese situato sul Ponto Eussino (cfr. Kiepert, Alte Geogr., Beri., 1878, p. 87), dove andarono gli Argonauti a rapire il Vello d'oro; Par. il, 16. E per Abitante di Coleo; Inf. xvm, 87.
Colei, pron. fem. che al pi. fa Coloro, dal lat. ecce ille; 1. Serve ad accennare la persona distante così da chi parla come da chi ascolta; Inf. il, 133; vili, 45, e sovente. - 2. Trovasi anche usato come pronome dimostrativo di cosa, in senso di Quella; Inf. xiv, 14. - 3. Colei che s'ancise amorosa, Inf. v, 61, è Didone che, abbandonata da Enea, si uccise per disperazione; cfr. Dino. - 4. Colei CH'è tanto posta in croce, Inf. vii, 91, è la Fortuna, considerata come Dea, o piuttosto come una delle Intelligenze celesti.-5. Colei che siede sopra l'acque, Inf. xix, 107, è la gran meretrice dell'Apocalisse^ xvn, 1 e seg., simbolo di Roma, per Dante, come per tanti altri, della Santa Sede. - 6. Colei che dì e notte fila, Purg. xxi, 25