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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Ciapetta (Ugo)
   bisgis quia differebat et distulit astutia et potentia bujus Ugonis Ciapette existentis Marescalchi parisgiensis in anno domini 990. eli— gerunt in eorum regem Robertum filium majorem dicti Ugonis Za-pette et sic in eo orta est tertia genealogia dictorum Regum. »-11 Falso Bocc. è qui assai confuso. - Benv.: « Cum tandem remansisset in regnum ex Ludovico rege solum quidam pupillus non idoneus regno propter imbecillitatem setatis, Hugo, cognominatus Ciapetta, magnus regni senescalcus, in cujus manibus rex prsemortuus reli-qnerat habenas regni, captus cseca cupiditate regnandi, pueri fata prseveuit, et sic dolo malo pervenit ad sceptrum. »- Buti: « Questi fu filliuolo d'uno tavernaio di Parigi, e fu sì virtuoso ch'elli divenne conte di Parigi, maggiore siniscalco che avesse lo re di Francia, et era del suo stretto consillio, e questi tutto lo regno si governava per le suoe mani ; et essendo in quello stato, prese per donna una de la stirpe reale; unde venendo a morte lo re di Francia, non avendo filliuoli, e non essendo alcuno altro a cui cadesse l'eredità del regno, se non ad uno ch'era fatto religioso et andava vestito di panni bigi e non volse la corona, fu coronato uno filliuolo che avea Ugo Ciapetta, nominato Roberto de la sua donna ch'era de la stirpe reale, in re: e tanto seppe operare lo ditto Ugo coi suoi denari e co la sua potentia e co la sua amistà. » Su per giù le stesse cose dicono pure An. Fior., Serr., Land., Tal., ecc. Primo il Veli, distinse i due personaggi, Ugo il Grande e suo figlio Ugo Capeto, intendendo che di quest'ultimo voglia Dante parlare.«Ruberto Duca (li Aquitania fu padre del Magno Ugo Ciapetta, Conte di Parigi, padre di questo Ugo Ciapetta, del quale hora parliamo.» Ma come poteva Dante far dire ad Ugo Capeto che il figlio suo fu promosso alla corona di Francia (Purg. xx, 58 e seg.), mentre egli stesso fu incoronato re? E come fargli dire che da suo figlio cominciò la stirpe reale dei Capetingi, se egli stesso fu il primo re di quella stirpe? I moderni intendono pertanto di Ugo il Grande, Conte di Parigi (così Lomb., Port., Biag., Costa, Ces , Tom., Br. B., f Frat., Greg., Andr., Triss., Bennas., Frane., Corn., ecc.); ma Ugo il Grande non fu mai chiamato nè Capeto nè Ciapetta, nè poteva I parlare come fa (v. 53 e seg.) del venir meno della dinastia dei Car- 1 lovingi, lui morto trent'anni prima che morisse l'ultimo re della 1 dinastia dei Carolingi. Sembra che, come tutti i suoi antichi com- , mentatori. Dante confondesse i due Ughi facendone una sola persona (così Filai., Bh, Witte, Cam., Poh, ecc.), ignoranza o confusione che non può sorprendere in un tempo in cui mancavano lavori storici e cronologici. Cfr. Zaccaria, Storia letteraria d'Italia, 1757; x, 346 e seg. Cancellieri, Osservazioni, Roma, 1814. p. 6 e seg.