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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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p. 45 e seg. Nel primo luogo alcuni spiegano chiavare per Serrare con chiave; ma probabilmente la porta dell' « orribile torre, » si serrava ogni giorno ed ogni notte con chiave, onde Ugolino non avrebbe avuto verun motivo di « impietrare, » se in quel giorno fatale non avesse udito che il rumor delle chiavi dentro la serratura, rumore che « più lune già » egli aveva udito ogni giorno; o, se nel suo « breve pertugio » non lo aveva potuto udire, non lo avrebbe potuto udire nemmeno quel dì. Veramente il Vill., vii, 128 scrive: « Feciono chiavare la porta della detta torre e le chiavi gittare in Arno, » e qui si potrebbe quasi credere che chiavare valga Serrare con chiave. « Ma che vieta che inchiodata la porta, già prima chiusa a chiave, que' feroci le chiavi gittassero in Arno per ultimo sfogo di vendetta, a significare che Ugolino e i suoi di là non sarebbero usciti più mai ? » Poi. Coni.
Chiave, dal lat. clavis, Strumento di ferro, con apposito ingegno, il quale, introdotto nella toppa, serve, girandolo, a fare scorrere la stanghetta, sia per aprire sia per chiudere la serratura. 1. In locuz. figurata: Purg. x, 42. Par. li, 54. - 2. Avendo Cristo detto a S. Pietro: « Tibi dabo claves regni cselorum, » S. Matt. xvi, 18, Chiavi, Somme chiavi, e simili, dicesi, in senso figurato, dall'Autorità sacerdotale, e quindi segnatamente della pontificale. E si suppongono due chiavi, secondo il testo vangelico l'una per aprire, l'altra per chiudere la porta del paradiso; Inf. xix, 92, 101; xxvii, 104. Par. xxiii, 139; xxiv, 35; xxvii, 49; xxxii, 125. Cfr. Thom. Aq., Sum. ili. in, Suppl. xvn, 3. - 3. Dante suppone che queste due chiavi del Pegno dei Cieli siano affidate all'Angelo che sta all'ingresso della porta del vero Purgatorio, l'una d'oro figurante l'autorità sacerdotale, l'altra d'argento figurante la scienza necessaria al buon sacerdote; Purg. ix, 117, 121; xn, 135. Par.Y, 57.-4. E in locuz. figurata, contenente idea di balìa, signoria sull'animo di alcuno; Inf. xiii, 58.
Chiavei'i, o Chiavari, piccola città sulla riviera ligure di Levante, celebre per la sua cattedrale, ove si ammirano le pitture del Carbone, e per la chiesa detta la Madonna dell'Orto, ricca di oggetti di scoltura e di pittura. Seguì sempre le sorti di Genova, solo fu molte volte disturbata dai conti di Lavagna, i quali nel 1238 anche la saccheggiarono; Purg. xix, 100. Cfr. Celesia, Dante in Liguria, Genova, 1865, p. 37 e seg.
Chiavo, dal lat. clavus, chiodo, voce adoperata anticamente eziandio nella prosa; Par. xxxii, 129, nel qual luogo i più hanno chiavi (S. Cr., Vat., Caet., Cass., Vienn., Stocc., Land., 3 Patav.