Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (371/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (371/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Chiaro 361
   d'Aguglione. Le memorie dei Chiarmontesi 11011 oltrepassano il secolo XIV, durante il quale assai probabilmente questa casa si spense. » Lord Vernon, Inf., voi. ir, p. 453 e seg.
   Chiaro, dal lat. clarus, voce adoperata nella Div. Coni. 41 volta, cioè 4 volte nelYInf., 15 nel Purg. e 22 nel Par. -1, Add. 1. Scevro di materie o sostanze che offuschino la trasparenza, Puro, Limpido, Sereno; Purg. ix, 59; xiii, 89; xxii, 137; xxx, 76. Par. xx, 20; xxiii, 32; xxxiii, 115. - 2. Per Lucente, Che manda viva luce, Risplendente ; Purg. i, 75 ; vili, 91 ; xxvi, 107 ; xxvii, 90 ; xxix, 53. Par. v, 108; xxi, 26, 44.-3. Per Illuminato dal Sole; Inf. xxxiv, 134.-4. Per Manifesto, Evidente, Non dubbio, Certo; riferito così a ragioni, argomenti, prove, come a notizie, fatti e simili ; Purg. xxiv, 89. Par.'in, 88; xvii, 34; xxii, 146; xxvin, 86.-5. Riferito a occhio o vista, vale Non viziato, Non offuscato, e quindi Atto a discernere bene le cose, a vederle distintamente; ed è usato al proprio e figuratam. Par. vi, 87; xiii, 79, 106; xx, 140; xxi, 89; xxii, 126; xxm, 102; xxxiii, 45. - 6. Far chiaro alcuno di checchessia, vale Dimostrarglielo, Farnelo certo, Certificarglielo; Par. vili, 91.- 7. Veder chiara una cosa, vale Vederla ben distinta, quale veramente è; così in senso proprio come figurato; Conv. in, 3, 83 e seg. - 8. Riferito a discorso o simili, Chiaro vale Franco, Libero, Senza riguardi nè reticenze; ed anche Aperto, Che non ammette dubbio; Inf. xviii, 53, il senso del qual luogo è peraltro controverso. « Quia scilicet videris vivus; » Benv. - « Questo dice o perchè Dante l1 avea nominato, o perchè Dante parlava latino, eh1 è parlare chiaro più che l'altro; » Buti.- « Egli è qui da sapere che, se Iddio non mutasse nuovo uso, però che nulla è che sia impossibile a Dio, uno agnolo, uno spirito, uno dimonio, quando, o per volontà di Dio o per sua permissione, vengono a parlare ad alcuno uomo mortale, però che non hanno corpo, pigliano un corpo d'aere, et di quello corpo esce la voce che non è organizzata dal polmone, dalla concavità dello strozzule, dalla lingua, da' quattro denti et dall'altre cose che hanno a formare la voce umana è voce contraffatta; et la voce contraffatta non è chiara nè sonora com'è la propria voce, conviene che questo loro parlare sia più offuscato et meno chiaro che la voce viva; et pertanto messer Venedico, udendo parlare l'Auttore, che parlava come uomo più chiaramente che gli spiriti, dice che la sua chiara favella lo sforzò a manifestargli ciò ch'egli volea udire; » An. Fior. - « Quia non loqueris velate, sed aperte, et video quod tu me nosti ;» Serrav. -Il Barg. non dà, come fecero già i più antichi, veruna spiegazione; così pure Land., Tal., Veli., Dan., ecc. - « La favella di Dante era chiara e non fosca, nè alterata, come era quella de'tormentati per