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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Chiaro 361
d'Aguglione. Le memorie dei Chiarmontesi 11011 oltrepassano il secolo XIV, durante il quale assai probabilmente questa casa si spense. » Lord Vernon, Inf., voi. ir, p. 453 e seg.
Chiaro, dal lat. clarus, voce adoperata nella Div. Coni. 41 volta, cioè 4 volte nelYInf., 15 nel Purg. e 22 nel Par. -1, Add. 1. Scevro di materie o sostanze che offuschino la trasparenza, Puro, Limpido, Sereno; Purg. ix, 59; xiii, 89; xxii, 137; xxx, 76. Par. xx, 20; xxiii, 32; xxxiii, 115. - 2. Per Lucente, Che manda viva luce, Risplendente ; Purg. i, 75 ; vili, 91 ; xxvi, 107 ; xxvii, 90 ; xxix, 53. Par. v, 108; xxi, 26, 44.-3. Per Illuminato dal Sole; Inf. xxxiv, 134.-4. Per Manifesto, Evidente, Non dubbio, Certo; riferito così a ragioni, argomenti, prove, come a notizie, fatti e simili ; Purg. xxiv, 89. Par.'in, 88; xvii, 34; xxii, 146; xxvin, 86.-5. Riferito a occhio o vista, vale Non viziato, Non offuscato, e quindi Atto a discernere bene le cose, a vederle distintamente; ed è usato al proprio e figuratam. Par. vi, 87; xiii, 79, 106; xx, 140; xxi, 89; xxii, 126; xxm, 102; xxxiii, 45. - 6. Far chiaro alcuno di checchessia, vale Dimostrarglielo, Farnelo certo, Certificarglielo; Par. vili, 91.- 7. Veder chiara una cosa, vale Vederla ben distinta, quale veramente è; così in senso proprio come figurato; Conv. in, 3, 83 e seg. - 8. Riferito a discorso o simili, Chiaro vale Franco, Libero, Senza riguardi nè reticenze; ed anche Aperto, Che non ammette dubbio; Inf. xviii, 53, il senso del qual luogo è peraltro controverso. « Quia scilicet videris vivus; » Benv. - « Questo dice o perchè Dante l1 avea nominato, o perchè Dante parlava latino, eh1 è parlare chiaro più che l'altro; » Buti.- « Egli è qui da sapere che, se Iddio non mutasse nuovo uso, però che nulla è che sia impossibile a Dio, uno agnolo, uno spirito, uno dimonio, quando, o per volontà di Dio o per sua permissione, vengono a parlare ad alcuno uomo mortale, però che non hanno corpo, pigliano un corpo d'aere, et di quello corpo esce la voce che non è organizzata dal polmone, dalla concavità dello strozzule, dalla lingua, da' quattro denti et dall'altre cose che hanno a formare la voce umana è voce contraffatta; et la voce contraffatta non è chiara nè sonora com'è la propria voce, conviene che questo loro parlare sia più offuscato et meno chiaro che la voce viva; et pertanto messer Venedico, udendo parlare l'Auttore, che parlava come uomo più chiaramente che gli spiriti, dice che la sua chiara favella lo sforzò a manifestargli ciò ch'egli volea udire; » An. Fior. - « Quia non loqueris velate, sed aperte, et video quod tu me nosti ;» Serrav. -Il Barg. non dà, come fecero già i più antichi, veruna spiegazione; così pure Land., Tal., Veli., Dan., ecc. - « La favella di Dante era chiara e non fosca, nè alterata, come era quella de'tormentati per