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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Cespuglio-Che
   ciò nonostante, relativamente più libera delle altre città della Romagna, e bandiva chiunque si fosse reso sospetto di voglie tiranniche; Inf. xxvii, 52 e seg. Cfr. Mubat., Script, xiv, 1121.
   Cespuglio, dal lat. ccespes ; Cespo formato da virgulti o pianticelle; Inf. xiii, 123, 131.
   Cessare, dal lat. cessare; 1. Aver fine, Terminare; Inf. xxv, 31. Purg. xx, 141. Par. xxxiii, 61.-2. E per Desistere, Ristare, Smettere; Conv. il, 14, 139. -3. E per Evitare, Scansare; Inf. xvn, 33. Par. xxv, 133.-4. E per Allontanare, Ritardare; Inf. xix, 51.-5. E per Abbandonare, Allontanarsi; Inf. xxxnr, 102, nel qual luogo Cessare stallo, vale Finire, Terminare di stare in un luogo, onde il senso è, Avvegna che ogni sentimento si fosse allontanato dal mio volto.
   Cesso, dal lat. cessatio, Cessamento, Allontanamento, Scostamento; onde Stare in cesso, può valere Astenersi, Cessare dal far checchessia, ed anche Allontanarsi, Scostarsi; Inf. xxii, 100. « In cesso, idest. in quiete, quasi dicat, faciant nobis modicum creden-tiam ; » Benv. - « Scostati sieno li demoni ; » Buti. - « Pure che quei diavoli stessino un poco discosti; » Gelli. - « Si tirino da parte; » Cast. Cfr Bocc., Teseid. iv, 54.
   Cesto, dal lat. cespes (?), per Cespuglio; Inf. xiii, 142.
   Cetra, dal lat. cithara, Strumento musicale, usato dagli antichi, e fornito prima di quattro e poi di sette corde, che perco-tevansi o col pollice o col plettro; Inf. xx, 22.
   Che, Pronome relativo così di persona come di cosa prossimamente nominata: si unisce con ambedue i generi e numeri, sia come soggetto, sia come oggetto, ed anche in costrutto con preposizioni. Il quale, La quale, I quali, Le quali. È peraltro di uso assai più comune di questo pronome, e serve a certe maniere e costrutti, specialmente famigliari ed ellittici. Dai due casi del pronome relativo lat. quem, accus. sing., e quce, neut. plur. ; donde probabilmente la ragione della doppia relazione del Che a persona e a cosa, in ambedue i numeri. Come in tutte le opere di scrittori italiani, anche in quelle di Dante questo pronome si trova più volte ad ogni pagina, nella Div. Coni, in media 25 volte per canto, dunque circa 2500 volte. Bastano naturalmente alcuni esempi.
   1. Relativo di persona; Inf. I, 22, 55, 124, 131; il, 10; .x, 7; xxxii, 11.-2. Relativo di cosa; Inf. i, 6, 8, 9, 15, 18, 20, 21, 27, ecc.; n, 89. Purg. xxv, 77, 78. - 3. In costrutto con preposizione; Purg.