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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Ceii-Cennamella
l'opinione primitiva, accettata dalla gran maggioranza dei moderni e che per il Betti è « cosa quasi fuor di dubbio. » Alcuni vedono nel vigliacco innominato Augustolo, altri Giano della Bella, altri Vieri de' Cerchi, - opinioni che trovarono pochi seguaci. Pare che avesse ragione il Bocc. quando scriveva che « non si sa assai certo » chi costui si fosse. Cfr. Dionisi, Prep., cap. xxiv. Barlow, Il gran Rifiuto, Lond., 1862 e ital. Nap., 1864. Goeschel nel Dante-Jahr-buch i, 103 e seg. Todesciiini, Scritti Dant. i, 202 e seg.; n, 350. Viani in Opusc. Bel., Mor. e Letter. di Modena, luglio e agosto 1875, p. 3-47. Venturini, Colui che fece per viltate il gran rifiuto, Roma, 1875. Moore, Criticism, p. 278.
Con. poeticam. per Ce ne; cfr. Ce.
Cena, dal lat. ccena, il pasto che si suol fare nella sera. Cena del benedetto Agnello, detto con allusione ad Apocal. xix, 9. S. Matt. xxn, 1 e seg. S. Lue. xiv, 15 e seg. per la Gloria dei beati; Par. xxiv, 1.
Cenare, dal lat. ccenare, Pare il pasto della sera, detto cena; detto figuratam. con allusione ai passi scritturali citati nel precedente art. per Partecipare alla celeste beatitudine ; Par. xxx, 135.
Cenerò, dal gr. xeyxpìs, lat. cenchris, Specie di serpente velenoso, che ha la pelle picchiettata come di tanti grani di miglio; Inf. xxiv, 87. La lez. centri è inattendibile.
Cenere, dal lat. cinis, cineris; 1. Quella polvere nella quale si risolvono le legna e le altre materie combustibili consumate dal fuoco; Purg. ix, 115.- 2. E per Quella polvere in cui si risolve un corpo animale abbruciato; Inf. xxiv, 101, 104. Par. xxi, 6.-3. E per Gli avanzi del corpo umano sepolto od abbruciato ; Inf. V, 62. - 4. E poeticam. per Le macerie e i rottami che rimangono di una città distrutta dall'incendio; Inf. xm, 149. Purg. xn, 61.
Cennamella, probabilm. dal lat. calamellus diminut. di ca-lamus, prov. calamel e caramel, frane, ant. canimeaus e chalemel; Istrumento musicale, che sonavasi col fiato, e che aveva presso a poco la forma di clarinetto; Inf. xxn, 10. Bambgl. legge CIALA-mella, senza dare veruna spiegazione; An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., ecc., taciono. Post. Cass. legge Cennamella, ma non si ferma a spiegare la voce, e anche Benv., che legge Cenamella, non trova necessario di spiegare il vocabolo. Buti: « La cennamella è uno istrumento artificiale musico che si suona con la bocca. » Serrav.: « Cialamella, vel busso, genus instrumenti est, quod cum ore pul-