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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   nalmente, il 5 luglio 1294, fu eletto papa l'eremita Pietro di Morene, che si chiamò Celestino V, ma, già vecchio di 79 anni, non pratico del mondo e bramoso di ritirarsi nel suo eremo, rinunziò al papato dopo cinque mesi il 13 decembre 1294. Alcuni dicono che vi fosse indotto da Bonifazio VIII suo successore, il quale lo tenne poi prigione sino alla sua morte, avvenuta il 19 maggio 1296. Fu canonizzato da Clemente V nel 1313. Il Brev. Bom. ad 19 Maji : « Petrus, a nomine, quo Pontifex est appellatus, Ccelestinus dictus, honestis catholicisque parentibus iEserniffi in Samnitibus natus, ado-lescentiam vix ingressus, ut animam a mundi illecebras custodiret, in solitudinem secessit. Ibi contemplationibus mentem nutriens, corpus in servitutem redigens, ferream catenam ad nudam carnem adhibebat. Congregationem, quse postea Ccelestinorum dieta est, sub regula sancti Benedicti instituit. Hinc quasi lucerna supra cande-labrum posita, cum abscondi nequiret (Romana Ecclesia diu viduata Pastore), in Petri Cathedram ignorans et absens adscitus, magna novitatis admiratione non minus, quam repentino gaudio cunctos affecit. Cum autem in Pontificatus sublimitate collocatus, variis di-stentus curis, assuetis incumbere meditationibus vix posse cogno-sceret, oneri pariter et honori voluntarie cessit. Indeque priscam vitse rationem repetens, obdormivit in Domino; ejusque pretiosam mortem Crux prsefulgens in aere ante cubiculi ostium reddidit am-plius gloriosam. Miraculis multis tam vivens, quam post obitum claruit; quibus vite examinatis, Clemens Quintus, anno postquam decessit undecimo, Sanctorum numero adscripsit. » Dante lo ricorda senza nominarlo, Inf. xxvii, 105. Il più dei Commentatori si avvisa che Celestino V sia « Colui che fece per viltate il gran rifiuto, » Inf. in, 59 e seg., opinione che Benv. diceva « communis et vul-garis fere omnium. » Infatti così avevano inteso Bambgl., An. Sei., Iac. Dani., Lan. e Falso Bocc. L'Ott. riferisce dal canto suo questa opinione con un « Vuole alcun dire, » ma senza decidersi. Petr. Dani, intende pure di Celestino V, aggiungendo però un significantissimo « Ut credo. » 11 Postili. Cass., seguito da altri, intende di Diocleziano che in vecchiaia rinunciò all'Impero. Il Bocc. confessa ingenuamente : « Chi costui si fosse, non si sa assai certo » e riferisce quindi le opinioni a lui note senza decidere. Benv. fa un lungo elogio di Celestino V, combatte la « communis et vulgaris fere omnium opinio, » ponendola tra le « van» voces vulgi » che « non sunt audiendse » ed intende di Esaù che cedette i suoi diritti di primogenitura al fratello Jacopo per un piatto di minestra, Genes. xxv, 29 e seg. Buti non sa decidersi e VAn. Fior, sta, benché un po' dubbioso, con Benv. e così pure, ma senza titubare Serrav., Tal., ecc., mentre Barg., Land., Veli., Dan., Cast., Gelli, ecc., ritornarono al-