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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Cavallo, dal lat. caballus; 1. Quadrupede domestico da sella e da tiro, che appartiene a' mammiferi, ed ha criniera, coda lunga e grossa, e piedi terminanti in un sol dito o zoccolo; Inf. xxvi, 36. Conv. iv, 26, 33. - 2. E figuratam. detto dell'umana volontà; Conv. iv, 9, 77. - 3. E detto del cavallo di legno col quale i Greci per tradimento entrarono in Troia; Inf. xxvi, 59; xxx, 118. - 4. I Cavalli del Sole; Conv. iv, 23, 102 e seg. Cfr. Purg. xxxii, 57.
   Cavare, dal lat. cavare, Levare, Staccare e trar fuori, Levare; Purg. ix, 115.
   Caver na, dal lat. caverna, propriam. Luogo cavo e sotterraneo, Antro, Spelonca. 1. Poeticain. per Sepolcro; Purg. xxx, 14. - 2. E per Rovine di edifici, che formano quasi caverne; Purg. xii, 61.
   Caviccinli, ramo della nobile famiglia fiorentina degli Adi-mari, che prese questo nuovo nome nei primi anni del sec. XIV per ira di parte, onde commisero un anacronismo i commentatori i quali affermarono che Filippo Argenti (cfr. Argenti) appartenesse alla famiglia dei Cavicciuli. Sopra questa diramazione degli Adimari, estinta verso la metà del sec. XV, cfr. Lord Vernon, Inf., voi. il, pag. 449 e seg.
   Cavo, dal lat. cavus; Incavato, Scavato profondamente. E poeticamente, Cavo negli occhi, vale Che ha gli occhi cavi, cioè affossati; Purg. xxni, 22.
   Ce, è la stessa particella che ci, posta avanti all'articolo o alla particella ne; 1. Talora vale Noi, in regime dipendente da verbo attivo; e quando sia affisso alla particella Ne, può fare in poesia Cen, in luogo di Ce ne ; Inf. xv, 1. Par. I, 125; il, 20. - 2. È anche Particella riempitiva, ma che pur dà alcuna efficacia maggiore al discorso; Purg. xxvi, 2.
   Cecilio, Statius Ccecilius, autore drammatico, coetaneo di Ennio e di Pacuvio, nativo della Gallia Insubrica, venne a Roma come schiavo, vi ottenne la libertà, strinse amicizia con Ennio e scrisse parecchie Commedie, delle quali non si conoscono che alcuni frammenti. Morì nel 167 a. C., un anno dopo la morte di Ennio. « Statius CaBcilius, comoediaruin scriptor clarus habetur, natione Insuber Gallus, et Ennii primum contubernalis, quidam Mediolanensem fe-runt, mortuus est anno post mortem Ennii, et juxta Janiculum se-pultus; » Euseb., Chron. ad a. 1838. - « Crecilius iIle comoediarum poeta inclutus servus fuit et propterea nomen habuit Statius, sed postea versum est quasi in cognomentum, appellatusque est Cseci-