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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Causa, dal lat. causa, Ciò, onde una cosa ha tal origine da esser propriamente prodotta da essa e dipenderne nel suo Essere e nel suo Esser fatta, a differenza di Principio che è Ciò, onde un che ha origine senza bisogno che ne dipenda. Nel volgare Dante usa sempre Cagione invece di Causa (cfr. cagione e Conv. li, 9, 21), e non adopera questa voce che in latino ; Vulg. eì. i, 9, 38. Mon. i, 11, 87 e seg.; n, 1, 5 e seg. in, 13, 11 e seg. Par. xxxn, 59 pure in latino Sine causa, per Senza cagione.
   Cauto, dal lat. cautus, Che procede con accorgimento o avvedutezza nel far checchessia, acciocché gli riesca bene, o non ne incolga male a sè o ad altri; Guardingo, Circospetto, Prudente; Inf. xvi, 118.
   Cava, Sost. dal basso lat. cava, che propriam. valeva Fossa; Luogo cavo, o scavato nella superficie della terra; Buca, Fossa.Detto poeticam. delle Bolge infernali ; Inf. xxix, 18.
   Cavalcanti, antica e celebre famiglia nobile di Firenze, alla quale appartenevano Guido, l'amico di Dante (cfr. Guido Cavalcanti) ed il di lui padre Cavalcante Cavalcanti, che Dante trova tra gli Epicurei nel sesto cerchio dell'Inferno; Inf. x, 52 e seg. «Poche famiglie hanno nella storia fiorentina celebrità pari a quella dei Cavalcanti. Originari di Fiesole, signori del castello delle Stinche in Val di Greve, di Montecalvi in Val di Pesa, di Luco e di Ostina nel Val d'Arno superiore, e di molte altre castella di minor conto, si trovano potentissimi in Firenze fino dal sec. XI. Cavalcante fu Console della città nel 1176, Aldobrandino suo figlio nel 1204. Quando in Firenze si suscitarono le parti, i Cavalcanti si schierarono sotto le insegne dei Guelfi. Cacciati da Firenze nel 1245, vi rientrarono mettendo fuori a loro volta i nemici nel 1258: e dopo due anni trovaronsi a combattere sui campi di Montaperti, e messere Amadore, e Aldobrandino di Schicchi, e Sangallo. Seguirono le sorti dei guelfi nell'esilio, e rientrarono nella città nel 1266.... Molti dei Cavalcanti sono segnati tra i guelfi che giurarono l'osservanza della pace del 1280. Al suscitarsi delle fazioni dei Bianchi e dei Neri, i Cavalcanti per la inimicizia che avevano con i Donati si posero dal lato dei Bianchi, e nei tumulti ebbero più volte arsi e saccheggiati i palazzi. Nella pace che il cardinale Matteo d'Acquasparta tentò di mettere tra i due partiti, molti di questa casa furono confinati, tra i quali fu Guido il poeta, a cui l'insalubrità del luogo assegnatogli per confine fu cagione di morte. Nulla si ottenne dalle premure del cardinal d'Acquasparta, e presto si tornò alle offese; e perchè Masino dei Cavalcanti fu il primo ad infran-