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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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parlando francescamente, che diceno ad ogni citramontano Lombardo, Il semplice Lombardo, quasi unico in tale probitate; » Lan. - « Iste florebat in Regio tempore nostri poetae, cura civitas illa esset in magno flore et regeretur libere. Fuit autem vir pru-dens et rectus, sani consilii, amatus et honoratus, quia zelator erat reipublicse, et protector patri®, licet tunc alii essent in terra illa: fuit liberalis; cuius liberalitatem poeta noster expertus est semel, receptus et honoratus ab eo in domo sua. Fuit etiam Guido pulcer inventor in rhythmo vulgari, ut pulcre apparet in quibusdam dictis eius ; » Benv. - L'Arrivabene, Sec. di 1)., p. 255, racconta che Can Grande invitava talvolta alla propria mensa Dante e Guido da Castello, esule dalla patria. Ma secondo Dante, Purg. xvi, 121, Guido era già vecchio nel 1300, ed i Roberti furono bensì cacciati da Reggio, ma vi furono restituiti dagli Estensi sin dal 1289; cfr. Murat., Script, vili, 1171 e seg.
Castigare, cfr. Gastigare.
Casto, dal lat. castus; 1. Che si astiene dai piaceri illeciti della carne, o Che è continente nei leciti ; ed anche Che è scevro da pensieri disonesti; Purg. xxv, 134.-2. E fìguratam. riferito a cosa la quale abbia in sè alcun che di castità, ovvero le servi, o la rappresenti e dimostri; Purg. i, 78. - 3. E per Retto, Sincero, detto dell'intenzione; Purg. xxxn, 138. -4. Per Temperante in generale, Virtuoso; Inf. xiv, 96. - 5. Stare casto, vale Osservare castità, Vivere castamente; Conv. iv, 9, 51.
Castore, Kaaxwp, figlio del re Tindareo e di Leda, fratello di Polluce. I due fratelli si chiamavano Diòscuri (oi Aiópxoupoi). Cà-store, nato mortale, fu ucciso da Ida; ma Polluce condivise secolui l'immortalità ed ambedue passavano d'allora in poi alternativamente un giorno nel mondo di sopra, ed uno nell'Averno. Coi nomi di Castore e Polluce Dante indica la costellazione dei Gemini; Purg. iv, 61.
Castra, poeta Fiorentino, il quale a deridere i rozzi dialetti dei Romani, Marchigiani e Spoletini, aveva composto una Canzone recte, atque perfecte ligatam, che incominciava: « Una ferina vosco poi da Casoli;» Vulg. el. i, 11, 19. Ma di questo poeta non ci è rimasta alcun' altra notizia.
Castrocaro, al presente villaggio, ai tempi di Dante forte castello nella valle del Montone a poca distanza da Terra del Sole. Nel sec. XIII aveva i suoi propri Conti, che, essendo ghibellini, nel 1282 si sottomisero alla Chiesa. Ad essi sottentrò dopo il 1300