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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   ssepe ili omni capitulo; » Benv. Lo stesso racconta il Serrav., chiamando Fra Ubertino « magister in Theologia, valens homo.... magnus sillogizator, subtilis sophista. » Alcuni, mal intendendo le parole di Dante, affermano erroneamente che Fra Ubertino allargò troppo la regola di San Francesco ; così Buti, Land., Veli., Dan., ecc.
   Casalodi, castello nei dintorni di Brescia dal quale i Conti di Casalodi, antica e potente famiglia, traevano il nome; Inf. xx, 95, nel qual passo si allude alla cacciata del conte Alberto da Casalodi da Mantova nel 1269, per opera di Pinamonte. Cfr. Murat., Script. xx, 722 e seg. « Casalodi est castellum in territorio brixiensi, unde fuerunt nobiles comites, olim dominatores civitatis mantuanae, quos Pinamonte de Bonacosis, civis mantuanus, fallaciter et sagaciter se-duxit. Erat siquidem Pinamonte magnus et audax, habens magnam sequelam in populo. Et cum Mantuse esset multa nobilitas odiosa et infesta populo, Pinamonte persuasit corniti Alberto tunc regenti, ut mitteret certos nobiles, praecipuos suspectos, extra per castella ad certum tempus, et ipse interim placaret furiam plebeiorum ira-torum. Quo facto cum magno tumultu et plausu populi, ipse in-vasit dominium Mantuse; et continue crudeliter exterminavit quasi omnes familias nobiles et famosas, ferro et igne, domos evertens, viros mactans et relegans, etc. » Benv. - « Nella città di Mantova ne' tempi passati, reggendo i Gentiluomini lo Stato, fu un Conte, nominato Alberto, della nobile parentela de' Casalodi, il quale, essendo in reggimento, si lasciò ingannare da un sagacissimo cittadino, chiamato Pinamonte de' Bonacossi, e tal fu l'inganno. Avendo i popolani molto in odio la Nobiltà, e stando il popolo in commozione contro i Gentiluomini, Pinamonte astutissimo, e molto amato dal popolo, confortò il conte Alberto, sotto specie di buon consiglio, che trovando escusazioni e cagioni oneste, mandasse per alquanti giorni fuora della città, alcuni in un luogo, altri in un altro, i più nobili della terra, fintantoché fosse pacificato alquanto il popolo, ed egli stesso, perchè fossero mandati fuora, nominò quelli per consiglio ed aiuto de1 quali era per aver più fermezza lo Stato, se nella città fossero rimasti. Diceva costui, che non dubitava, se pure il popolo vedesse quegli altri di fuori, che ei col credito che aveva, facilmente lo quieterebbe, in modo che gli altri pacificamente potrebbero ritornare. A tal consiglio dando fede il Conte, e mettendolo in esecuzione, quando apparve il tempo a Pinamonte, commosse il popolo ad arme, in modo che, non essendo nella città quelle che solevano essere per defension dello Stato signorile, fu privato di sua signoria il detto Conte, ed esterminata la parentela de'Casalodi con molte altre nobili parentele di quella città; onde rimase assai spopolata; » Barg.