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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Cartaginesi-Casale 829
   foglia sottilissima, o a mano o a macchina, per uso più specialmente di scrivere e di stampare. Dante usa questa voce: 1. per Faccia, Pagina di un libro; Inf. xi, 102. Purg. xxvi, 64; xxix, 103; xxxill, 139. Par. ir, 78; xii, 122; xxn, 75. - 2. Al plurale, per Pergamena miniata; Purg. xi, 82.
   Cartaginesi, cittadini di Cartagine, dei quali Didone fu madre e regina; Mon. n, 3, 79, vennero contro Roma, e, capitanati da Annibale, fecero grande strage dei Romani nella seconda guerra punica; Mon. n, 4, 44. Conv. iv, 5, 121 e seg. e furono finalmente vinti da Scipione; Mon. n, 11, 41 e seg. Conv. iv, 5, 125 e seg.
   Casa, dal lat. casa, che però valeva Casuccia, Capanna; 1. Edificio da abitare, Dimora, Abitazione in genere; Inf. vili, 120; xm, 151; xxiv, 10. Par. xv, 106; xvi, 102. Conv. iv, 4, 9 e seg. - 2. E per Famiglia religiosa, Convento, Monastero; Par. xxi, 122, nel qual luogo si parla del convento di Pomposa, situato in riva all'Adriatico in una isoletta formata dalle foci del Po appresso Co-macchio, dove S. Pier Damiano, ancora semplice monaco, fu dietro preghiera di S. Guido, mandato dall'abbate dell'Avellana, e vi dimorò circa due anni. Cfr. Giov. Mercati, Pietro Peccatore, Roma, 1895, p. 3 e seg. - 3. E per Famiglia, Schiatta, Legnaggio, Stirpe; Inf. vili, 124; xiv, 89, 107; xix, 143. Par. xvi, 136, nel qual ultimo luogo si accenna alla famiglia degli Amidei.
   Casale, antica città del Piemonte nel basso Monferrato. È nominata Par. xii, 124 come patria di Fra Ubertino da Casale, o de Italia, il quale, entrato nella Regola dei Francescani, si distinse per la sua austerità e per il suo fanatismo. Fu discepolo di Pietro Giovanni Olivi, capo dei Zelatores ed autore della famosa Postilla super Apocalypsi (cfr. Oudinus, De Script, eccles. ni, 584. Wad-ding, a. 1282 n. 2, 1283 n. 3, 1285 n. 5, 1290 n. 11, 1292 n. 13, ecc.). Morto l'Olivi nel 1297, Ubertino gli successe qual capo degli Spirituali e scrisse un'Apologia del suo maestro, a motivo della quale fu processato nel 1317 da papa Giovanni XXII (cfr. Baluz., Misceli. i, 293). Dettò pure altre opere, come YArbor vitce crucifixi, Venezia, 1485 ed il Tractatus de septem statibus ecclesia, Venez., 1516. Morì dopo il 1330. - « Composuit libellum vocatum Proloquium de potentia Papce, coarctando scripturam. Dicendo quod ad hoc ut Papa esset, Papa vere debeat habere quse Petrus habuit; » Petr. Dant. -« Iste siquidem nimius stringebat scripturam sacram in exponendo; scripsit enim super librum Apocalypsis, ubi fecit fructissimas ex-positiones, et multa et magna mala dixit de ecclesia, sive de pasto-ribus ecclesise ; propter quod liber eius damnatus est et prohibitus