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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Carme, dal lat. carmen, Componimento poetico, e pių parti-ticolarmente lirico; Canto; ed al plur. anche per Versi o Parte di poema. Voce, pių che altro, propria della poesia; Purg. xxii, 57. Par. xvn. 111.
Carnale, dal lat. camalis, riferito a persona, vale Dedito ai piaceri della carne, Lussurioso, Libidinoso ; Inf. v, 38.
Carne, dal lat. caro, carnis ; 1. La parte muscolare degli animali che hanno sangue; poi la parte esteriore del corpo rispetto al colore, alla morbidezza, ecc. ; la pelle ; Inf. xxxiii, 63. Purg. v, 33 ; xiv, 61 ; xxix, 124. - 2. In senso pių particolare Carne dicesi Quella degli animali terrestri uccisi, la quale, comecchessia preparata, serve di alimento all' uomo ; Inf. xxi, 57. - 3. Figuratam. prendesi per Corpo umano, in quanto si contrappone all'Anima che lo informa; Inf. vr, 98; ix, 25. Purg. v, 102; xi, 44, 104; xxm, 51, 123; xxv, 80; xxxi, 48, Par. vii, 147; xiv, 43, 56; xix, 66; xxvii, 93.-4. Carne, per lo pių con l'aggiunta d'alcun pronome possessivo, vale Prole, Figliuolanza; ed anche in generale Famiglia, Parenti; Purg. xx, 84. - 5. Carne, poeticam. per Vita umana; onde i modi Essere nella carne, o assolutamente In carne, per Vivere, In vita; Par. x, 116; xx, 113. -
6. Vale anche Natura umana, in quanto specialmente č fragile e mortale, o si contrappone alla divina o immortale; ed anche Condizione, Stato dell'uomo in vita; Purg. ix, 17 ; xxx, 127. Par. xxii, 85.-
7. Quindi le maniere Prender carne, Farsi carne, Vestirsi di carne e simili, a significare l'Incarnazione del Verbo Divino; e In carne, che vale Incarnato; Par. xxm, 74.-8. Carne usasi pure fėguratam. per Concupiscenza, Lussuria; Par. xi, 8. -9. Sul luogo Par.xxx, 15, cfr. Alleluiare.
Caro, Add. dal lat. carus. Nella Div. Com., questo Add. č adoperato 36 volte, 5 nell'in/., 17 nel Purg. e 14 nel Par. ~ 1. Detto di persona vale Teneramente amato, sia per spontanea affezione, sia per pregi che uno abbia; Inf. vili, 97. Purg. xi, 20; xvm, 13. Par. xi, 113; xiv, 65; xvi, 22; xvil, 13; xxm, 34; xxiv, 62.- 2. Caro dicesi ambe, cosė nel fisico come nel morale, di tutto ciō che si riferisce a persona comecchessia amata; Inf. xv, 83; xxiii, 148. Purg. xiv, 127. Par. ix, 37. - 3. E per Gradevole, Accetto; Purg. x, 99; xxii, 27; xxiii, 91; xxviii, 137; xxx, 129.-4. E per Grazioso, Gentile, Amabile; detto tanto di persona quanto di cosa, ed usato assolutam. Par. x, 71; xx, 16. - 5. E detto di cose e di fatti, cosė nel fisico come nel morale, significa Grato, Giocondo, Pregiato; Purg. i, 71; xxvi, 114. Par. ėx, 17; xvn, 110; xxiv, 89. - 6. Aver caro, detto di persona, vale Amare, Avere in affezione; Purg. xxvi,