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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Carlo di Valois 325
nel 1294 ed in questa occasione pare che contraesse con Dante una specie di amicizia; cfr. Par. vili, 55 e seg. Morì nel 1295. Cfr. Todeschini, Scritti su D. i, 171 e seg. Del Lungo, Dino Comp. il, 498 e seg. Sciupa nell'Arch. stor. napoì., voi. xiv, 1889, p. 17 e seg., 204 e seg. Dante ne parla a lungo Par. vili, 40 e seg. e lo nomina Par. ix, 1.
Carlo <11 Valois, o Valesio, figlio di Filippo III l'Ardito e fratello di Filippo IV il Bello, conte di Valois e d'Alengon, capostipite della dinastia dei Valois, nato nel 1270. Nel 1284 papa Martino IV lo investì del regno d'Aragona, al quale egli rinunziò nel 1290 per sposare una figlia di Carlo II d'Angiò, la quale gli recò in dote le contee d'Angiò e del Maine. Sposò in seconde nozze Caterina di Courtenay, e, fondato sui di lei diritti, veri o supposti, assunse il titolo di Imperatore di Costantinopoli. In terze nozze sposò Matilda di Chàtillon. Morì a Nogent nel 1325, lasciando parecchie figlie e due figli, il maggiore dei quali, Filippo (VI) salì sul trono di Francia nel 1328. Lo chiamarono il Senzaterra e dissero di lui che fu figlio di re, padre di re e non mai re. Per la storia di Dante, il quale ne parla con isdegno e disprezzo, Purg. xx, 70-78, è importante la sua missione a Firenze nel 1301. Per riuscire nel suo intento di fare della Toscana una provincia dello Stato della Chiesa, papa Bonifazio Vili lo invitò a venire a Firenze col titolo di paciere « per recare con la sua forza la città di Firenze al suo intendimento; » Vill., vili, 43. Avendogli il papa promesso di eleggerlo Imperadore, Carlo accettò l'invito, venne in Italia ed entrò in Firenze il 1° novembre 1301, dopo aver dato ai Fiorentini le più belle promesse di pacificazione. Il 5 dello stesso mese ottenne la signoria della città, dopo aver promesso con giuramento di mantenerla in pacifico e buono stato. Appena ebbe la signoria depose la maschera, favorendo la parte nera, e permettendo ogni sorte di eccessi ; cfr. Vill., vili, 49. Frutto della sua nobile missione fu la cacciata dei Bianchi e 1' esilio di Dante. Da Firenze, Carlo andò nell'aprile del 1302 in Sicilia « per guerreggiare l'isola, ma, fatta ontosa pace, il novembre vegnente si tornò in Francia, scemata e consumata sua gente e con poco onore.... E così per con-tradio si disse per motto: Messer Carlo venne in Toscana per pa-ciaro, e lasciò il paese in guerra; e andò in Cicilia per fare guerra, e reconne vergognosa pace; » Vill., vili, 50. Cfr. Dino Comp., ii, 2 e seg.; 6 e seg.; 9, 13, 17 e seg.; 25 e seg. Del Lungo, Dino Comp. i, cap. 9-13. - Alcuni vogliono trovare un' allusione a Carlo di Valois anche nel luogo Inf. vi, 69; ma in questo luogo si allude probabilmente a Bonifazio Vili. Cfr. Piaggiare, Tale.