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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Carlo Magno - Carlo I d'Angiò
dedit rebellibus dicti Comunis, et in occupatione ipsius Castri mor-tuj fuerunt unus frater pater fratris dicti Carlinj et unus consan-guineus eius; » Bambgì. Lo stesso ripetono Lan. ed altri. L'An. Fior, copia il Vili. Vedi all'art. Pazzi.
Carlo Magno, figlio di Pepino il piccolo, nato il 2 aprile 742, re dei Franchi dal 768 in poi, incoronato imperatore d'Occidente il 25 deeembre dell'800, morto il 28 gennaio 814. Cfr. Eginharih Vita Caroli Magni ed. Ph. JaffÉ, Beri., 1867, 2a ediz., 1876. Gail-1ard, Hist. de Charlemagne, 4 voi., Par., 1784, 2a ediz., 1819. Dante
10 pone nel cielo di Marte, Par. xvin, 43; accenna alla sua spedizione contro i Longobardi ed alla sua incoronazione ad imperatore, Par. vi, 96. Mon. in, 11, 1 e seg. ed alla rotta «li lui a Roncis-valle, Inf. xxxi, 17. Cfr. Gesta, Orlando, Rotta.
Carlo I d'Angiò, figlio di Luigi VIII e fratello di Luigi IX re di Francia, nato nel 1220, sposò nel 1246 Beatrice, figlia di Raimondo Berengario IV duca di Provenza, onde ottenne questo ducato, e dal fratello la contea di Angiò e Maine. Venne in Italia nel 1265, fu incoronato re di Napoli e di Sicilia il 6 gennaio 1266 a Roma dal papa Clemente IV, andò quindi a combattere contro Manfredi,
11 quale fu vinto ed ucciso il 26 febbraio 1266 nella battaglia di Benevento, in conseguenza della quale Carlo ottenne il regno. Invano Corradino, l'erede legittimo, tentò di riacquistarlo. Vinto a Tagliacozzo il 23 agosto 1268 e preso, Carlo lo fece decapitare a Napoli il 29 ottobre dello stesso anno; cfr. Corradino. In conseguenza dei Vespri Siciliani, incominciati a Palermo il 30 marzo 1282. Carlo perdette la Sicilia, che egli cercò invano di riconquistare. Morì nel 1285. Cfr. Vill., vi, 88 e seg.; vii, 1 e seg. Saint Priest, Hist. de la conquéte du royaume de Naples. 4 voi., Par., 1847-48. Dante ricorda la sua venuta in Italia ad occupare il regno di Napoli e di Sicilia, rimproverandogli l'assassinio di Corradino ed accusandolo di essere stato autore della morte di S. Tommaso, Purg. xx, 67 e seg. Lo nomina pure Inf. xix, 99. Purg. xi, 137, e lo chiama il Nasuto e Quel dal maschio naso, Purg. vii, 113,124, perchè « ebbe un grande naso, » Lan. I contemporanei lo dissero non privo di virtù; cfr. Vill., vii, 1, 95, onde Dante, invece di porlo nel suo Inferno, lo pose nella valle fiorita del suo Purgatorio. Ma sin dal 22 settembre 1266 papa Clemente IV gli scriveva (epist., 380 ap. Mar-tene et Durano, thesaur. nov. anecd. lì, 406) : « Inhumanus diceris, et ad nullum afficeris, prout dicitur, amicitia. - Addimus juxta fa-mam communem, quod homines regni tui etiam videre contemnis, et justitiam procrastinas ; quibus si nec visibilis fueris, nec adi-