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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   316 Cappa-Capraia
   Cappa, dal basso lat. capa, propriam. Specie di sopravveste non molto larga e con maniche, che si chiude dinanzi, per lo più con bottoni. E dicesi pure a una Sorta di veste usata dai frati di alcune religioni; Inf. xxiii, 61, 100; xxiv, 31. Par. xi, 132. Cfr. Diez, Wórt. i3, 110 e seg.
   Cappelletti, nobile famiglia ghibellina di Verona. Alcuni la dicono di Cremona (Lan., Ott., Buti, ecc.); Purg. vi, 106. Cfr. Arrivasene, Sec. di Dante, Udine, 1827, p. 448 e seg. Scolari, Su la pietosa morte di Giulia Cappelletti e Romeo Montecchi, Livorno, 1831. Loria, L'Italia nella Div. Com. i2, 143, e seg.
   Cappello, da cappa, cfr. Diez, Wòrt. i3, 110, Copertura del capo, fatta di varie materie e di diverse foggie, ma oggi propriamente Quella che ha un cocuzzolo, e una tesa in giro nella parte inferiore. - 1. Figuratam. Qualsivoglia altra cosa che cuopra altrui il capo comecchessia; Inf. xxxii, 126.- 2. Il cappello cardinalizio, cioè quella forma di cappello rosso e con nappe dello stesso colore, che sogliono portare i Cardinali; Par. xxi, 125. - 3. E per la Corona di alloro ; Par. xxv, 9.-4. E per Quella coperta di cuoio che mettevasi in capo al falcone acciò non vedesse luce, nè si dibattesse; Par. xix, 34.
   Cappuccio, da cappa; Quella parte di cappa, cappotto, mantello e simili, con cui si cuopre la testa; e particolarmente quella che portano i frati; Inf. xxix, 117.
   Capra, dal lat. capra; 1. Animale domestico, che appartiene ai ruminanti, ed ha la fronte per lo più armata di corna diritte e alquanto rivolte in dietro; dal quale si ritrae latte, cacio, pelo ed altre utilità; e per lo più si suol tenere in branchi; Inf., xix, 132. Purg. xxvn, 77, 86. - 2. Capra del cielo, poeticam. per Capricorno, uno dei 12 segni dello Zodiaco; Par. xxvii, 69.
   Capraia o Caprara, isoletta del Tirreno, non lungi dalla foce d'Arno; Inf. xxxiil, 82. « È tutta montuosa e non conta che 2600 abitanti in gran parte pescatori e marinari. Vi è un borgo, un castello e un piccolo ma sicuro porto. Appartenne prima a un monastero, poi ai Musulmani e quindi ai Cibo, dai quali passò ai Maro e da questi ai Genovesi. I Corsi se ne impadronirono, ma nel 1814 fu compresa fra gli Stati liguri, e ora è aggregata alla provincia di Genova; » Bocci. Sull'imprecazione di Dante nel passo citato 1'Ampère, la Grece, Rome et Dante, 3a ediz., p. 237: « Cette iina-gination peut paraitre bizarre et force'e si l'on regarde la carte; car