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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Caponsacco
   315
   ogni uomo che volea, et ogni cosa, tanto ch'egli parea propriamente la cosa o l'uomo ch'egli contraffacea in ciascuno atto: diessi nell'ultimo a contraffare i metalli, come egli facea gli uomini;» An. Fior.
   Capoiisacco, per Caponsacchi, nobile famiglia ghibellina di Firenze, venuta da Fiesole; Par. xvi, 121. « Diè nome alla casa un Gherardo, detto Capo in sacco, figlio di Fiorenzo, di cui si ha certa notizia per una pergamena del 1086 già pertinente al monastero di S. Pier di Luco; quello stesso Gherardo che nel 1099 fu testimone al placito col quale la marchesana Matilde aggiudicò al Capitolo Fiorentino i beni di Campiano. Da lui derivarono Donato e Capon-sacco consoli di Firenze nel 1183 e 1187, ed anche messer Gherardo che tenne grado di Potestà nel 1193. Tennero poi i Capousacchi a parte Ghibellina, motivo per cui ne andarono disfatti ; e nel libro del Chiodo leggiamo i nomi di Caruccio di messer Stoldo, di Bo-verino di messer Ormanno e dei figli fatti ribelli, poi quelli di Gherardino e Opizzino di Coppo, e di Caro, e Gianni di Caponsacco puniti con minor pena nel 1268. La pace del cardinale Latino che riaprì le porte della città a Rinieri e Zopparello di messer Ormanno, a Caruccio di messer Stoldo, a messer Donato di messer Leone, a messer Gherardo Rosso ed a Gianni, le volle per altro chiuse per sempre ad altri non pochi di questa casa, e principalmente a Giovanni di Leone ed a Francesco di Martello. Gherardo Rosso fu uno dei quattordici buonomini nel 1282; ma nei nuciyi ordinamenti democratici fatti in quell'anno vide chiusa a sè ed ai suoi la via delle magistrature, e più ancora per la riforma che fu a quelli arrecata per opera di Giano della Bella nel 1293. I Caponsacchi furono più tardi coi Cerchi e colla parte Bianca, motivo ad essi di nuovi guai, avvegnaché Tignoso di messer Ruggero con altri non pochi della sua casa fu costretto a partir per l'esilio nel 1302. E siccome non tutti sopportarono pazientemente la iniqua condanna, vediamo più tardi dichiararsi ribelli per esser venuti colle armi alle mani contro alla patria, Tacco e Filippo dì Gherardo Rosso, Neri di Didone di messer Riccino, Busca di Masserino con Albizzo suo figlio, Donato di Benedetto, Filippo di Bernardo e Selvolino di Bartolommeo. Neppure la riforma del 1311, dettata dal timore delle armi di Arrigo VII, bastò a riaprire ai Caponsacchi le porte della città. Vi tornarono sì, ma quando il partito popolare ebbe affatto posti abbasso i magnati, e quando scemati di uomini e di averi non furono più in grado d'ispirare timore. Ora questa famiglia è estinta tra noi da varii secoli, ma diffìcile è il rintracciare l'epoca in cui finì, perchè nei pubblici libri non si tien conto di quei nomi che sono caduti affatto nelT obblivione. » Lord Veknon, Inf., voi. n, p. 443 e seg.