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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   308
   Canto-Canzone
   xix, 23; xx, 140; xxvi, 47; xxix, 36, 128. Par. v, 16; ix, 77; x, 73; xit, 6, 7 ; xix, 39; xx, 11, 144; xxii, 10; xxiv, 23; xxv, 109; xxvi, 67; xxvii, 3; xxxr, 133.-2. E per Poesia, Poema; Inf. iv, 95; xxxiii, 90. Purg. i, 10. Par. I, 12; xx, 40.-3. E detto di quelle parti in cui si divide un poema o altro componimento poetico di qualche lunghezza; Inf. xx, 2. Par. v, 139.
   Canto, dal gr. xójìtctcd, piegare; (« Il gr. Jcanthós, è l'angolo, dell'occhio, poi il cerchio dell'occhio; la forma lat. canthus, che Quintiliano dice parola africana o spagnuola, era il cerchione della ruota; la parola celtica cant è ricinto, cerchio, e passò nel ted. ~kante, canto, spigolo, margine. I successivi passaggi di significato si potrebbero spiegare con la gradazione: cerchio, orlo, spigolo, angolo, lato. Ma io credo che non s' abbia a trascurare come possibile etimologia il gr. kamptós agg. verbale di kàmptein, curvare, inflettere, che converrebbe perfettamente al significato italiano; » Zamb. Cfr. Diez, Wòrt. i3,108 e seg.); propriam. Quell'angolo, od anche Quella curvatura che fanno due pareti, due assi o simili, o più generalmente, due lati o due linee che s'incontrano. - 1. Per Lato, Banda; Inf. iv, 115; ix, 46; xxvi, 138. Purg. in, 89; xxviit, 105; xxxii, 144.-2. E per Parte in generale; Inf. xn, 118; xvii, 126. Par. in, 57.
   Cantore, dal lat. cantor, Chi o Che canta. - 1. Colui che esercita l'arte del canto, Cantante; Par. xvlli, 51; xx, 142. - 2. E per Poeta: Purg. xxn, 57. Par. xx, 38; xxv, 72; xxxii, 11. - « Cantor de'bucolici carmi »è detto Virgilio, come autore della Bucolica, Purg. xxii, 57. - « Il cantor dello Spirito Santo ; » Par. xx, 38, è Davide re d'Israele che dettò i Salmi sacri per divina ispirazione, onde è pur chiamato il « sommo cantor del sommo duce, » Par. xxv, 72. Come autore del Salmo penitenziale (l): Miserere mei, dopo il commesso adulterio con Batseba e l'assassinio del di lei marito, Davide è ricordato Par. xxxii, 11. 12.
   Canzone, dal lat. cantio, cantionis, Sorta di poesia lirica, composta di diverse stanze, che per lo più serbano il medesimo ordine di rime e di versi. 1. Detto poeticam. per Cantica; Inf. xx, 3.-2. E per Canto in generale; Purg. xxxi, 134; xxxii, 90. - Nel De vuìg. eh, c. v, e viii-xiv Dante tratta della struttura dei versi e della articolazione della stanza e dell'allacciamento delle rime nella Canzone, ed espone intorno a questo argomento le norme seguite dai poeti d'allora e quelle seguite da lui stesso nelle sue Canzoni. Sulla base di queste teorie si procurò di decidere quali delle Canzoni attribuite a Dante siano autentiche, e quali apocrife. Cfr. Ed. Boehmer, Ueber Dante 's Schrift De vulg. el. Nebst einer