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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Candeliere-Candore
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sette lampade del Candeliere del Tabernacolo (Exod., xxv, 37. Num., vili, 2; cfr. Thom. Aq., Sum. theol. i, il, 102, 4) e il settemplice Spirito di Dio (Isai., x, 2). Dante prese probabilmente l'idea dei sette candelabri dall'Apocalissi, dove S. Giovanni vede prima septem candelabro, aurea (i, 12) che sono septem Ecclesia (i, 20), quindi septem lampades ardentes ante thronum, qui sunt septem spiritus Dei (iv, 5). Dal primo di questi passi Dante prese il nome dei sette candelabri, attribuendo loro la significazione delle sette lampade; onde i sette candelabri simboleggiano il settemplice Spirito Santo, che è settemplice inquanto è considerato non già come egli è in Dio, ma come egli è nel mondo qual organo del divin governo. Como lo Spirito settemplice di Dio ferebatur super aquas (Genes. i, 2), precedendo così in certo modo l'opera della creazione, così quel medesimo Spirito precede nella visione dantesca la processione che raffigura l'opera della salvazione. Ai sette candelabri tengono dietro i ventiquattro seniori e la retroguardia dei sette biancovestiti, cioè le personificazioni dei libri sacri del Vecchio e del Nuovo Testamento. Or i sancii Dei homines hanno parlato e scritto Spiritu sancto inspirati (Ep. n, Petr. i, 21): dunque come essi seguirono scrivendo l'impulso dello Spirito Santo, così questo Santo Spirito è loro guida eziandio nella visione dantesca: essi seguono nella processione la luce dei candelabri, come nei loro scritti seguirono l'illuminazione dello Spirito Santo. Cfr. Comm. Lips. n, 627-29. Po-letto, Comm. ii, 658 e seg. Vedi pure l'art. Processione.
Candeliere e Camlelliere, da candela, Arnese per lo più di legno o di metallo, dove si ficcano le candele per tenervele accese; Par. xi, 15.
Candelo, forma antica e poetica di Candela; Par. xi, 15. E figuratam. Par. xxx, 54.
Candente, dal lat. candens ; propriam. Infuocato, Arroventato per modo che biancheggia; e dicesi per lo più di ferro o d'altro metallo. E per Rilucente, Splendente di una luce molto viva; Par. xiv, 77.
Candido, dal lat. candidus, Bianco in grado supremo; Purg. x, 31; xxx, 31. Par. xxxi, 1.
Candore, dal lat. candor ; 1. Bianchezza in grado supremo e con un certo splendore; Purg. xxix, 66. Par. xiv, 53; xviii, 68.-2. E per Fiamma o altra cosa candida e rilucente; Par. xxiii, 124, nel qual luogo le anime beate sono dette Candori, cioè Spiriti candenti, Candide fiamme; cfr. Par. xiv, 77.