Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (303/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (303/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   293
   Caina; Inf. xxxil, 68. -« Iste occidit quendam dominum Ubertinum depazis decomitatu Florentie suum consortem ;» Bambgì. -« A tradimento uccise un suo consobrino per aversi il suo ; » An. Sei. -« Tradì ed ucise alcuno suo consorto ; » Iac. Dani. - « Uccise mes-ser Ubertino de' Pazzi dello suo casato medesimo a tradimento, in quanto colui che fu morto si fidava per vincolo naturale; » Lan. -« Uccise il suo consorto messer Ubertino de' Pazzi; » Ott. -« Quem-dam sibi sanguine conjnnctum occidit; » Cass. -« Conunsuo fratello chiamato charlìno uccisono uloro zio charnale ilquale ebbe nome messer uberto; » Falso Bocc. -« Occidit proditorie dominum Ubertinum consanguineum suum ; » Benv. - « Uccise messer Ubertino suo zio a tradimento, intanto che per parentado non si guardava da lui ; » Buti. - « Andando un dì a diletto messer Ubertino de' Pazzi suo cugino ed egli, perocché avevono certe fortezze comuni come consorti, Camicione pensa di pigliarle per sè, morto messer Ubertino: così cavalcando gli corse addosso con uno coltello, et diegli più colpi, et finalmente l'uccise; » An. Fior.
   Cammilla, e Camilla, figlia di Metabo, re di Priverno, tra i Yolsci, e della regina Casmilla. Il padre la dedicò al servizio di Diana e la educò nella più pura verginità. Nella guerra tra Enea e Turno ella combattè per Turno, si distinse per il suo valore e fu uccisa da Aronte ; Inf. i, 107; IV, 124. Cfr. Virg., Aen. vii, 803; xi, 432-867.
   Cammillo e Camillo (M. Furio), patrizio romano, Censore nel 403 a. C., quindi sei volte Tribuno militare con competenze consolari; cfr. Tit. Liv., v, 10. 14. Si segnalò nelle guerre contro i Falischi e conquistò nel 396 la città di Veij, che fu la prima conquista romana oltre i confini del Lazio. Nel 394 soggiogò i Falerii (LiV., v, 19. 26), quindi, ingiustamente accusato di frode, andò volontariamente in esilio. Quando poi nel 390 Roma era gravemente minacciata, ritornò nel 390 a Roma, sconfisse i Galli e salvò la patria (Liv., v, 32. 46), dopo di che rinunciò a tutti i suoi uffici che gli furono di nuovo conferiti nel 389. Fu cinque volte dittatore, vinse i nemici di Roma e morì di peste nel 364. Dante lo ricorda con lode Conv. iv, 5, 98 e seg. Cfr. Liv., vi, 38. 42; vii, 1. Momm-sen, Bòmische Forschungen li (Beri., 1879).
   Camminare, da cammino, propriam. Far cammino, Andare da luogo a luogo, Percorrere uno spazio, per lo più con le proprie gambe. 1. Figuratam. per Governarsi, Comportarsi, Procedere in un dato modo; Par. vi, 131. - 2. E Att. Percorrere, camminando, anche