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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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neutrali furono cacciati dal cielo coi ribelli :« Diabolus - proiectus est in terram, et angeli eius cum ilio inissi sunt; » Apocal. xn, 9. Sembra quindi che cacciarli sia la vera lezione, poiché i cieli gli discacciarono una volta per sempre, mentre lo profondo inferno ricusa continuamente di riceverli, che, essendo invidiosi d'ogni altra sorte, vi andrebbero giù ogni momento, se vi fossero ricevuti.
Cacciatore, Verbal. masc. da cacciare, Chi o Che caccia; in locuz. figurata Purg. XIV, 59.
Caco, personaggio mitologico, figlio di Vulcano, Virg. Aen. Vili, 197, mezzo uomo e mezzo satiro, ibid., 194, che abitava in una grotta del Monte Aventino. Rubò con astuzia quattro vacche e quattro buoi della greggia di Ercole; ma i muggiti delle vacche avendo servito di scorta ad Ercole, questi si recò alla grotta ed uccise il mostruoso ladrone; cfr. Virg., Aen. vili, 193-267. Avendolo Virgilio chiamato semihomo, ibid., v. 194, e semifer, ibid., v. 267, epiteti dati alle volte ai Centauri, Dante lo pone tra questi, facendone un Centauro; Inf. xxv, 25.
Cacume, dal lat. cacumen, Sommità, Cima; Purg. iv, 26. Par. xvn, 113; xx, 21. Nel primo di questi tre luoghi i più leggono: Montasi su Bismantova in cacume e intendono: Montasi alla sommità di Bismantova, monte altissimo nel Reggiano; così Lan., Ott., Petr. Dant., Falso Bocc., Benv., An. Fior., Tal., Boi., Dan., Voi., Lomb., Port., Pogg., Biag., Cost., Ces., Wagn., Tom., Br. B., Frat., Greg., Andr., Bennas., Cam., Frane., Corn., Campi, Poi., e quasi tutti gli espositori stranieri. Alcuni pochi leggono invece: Montasi su Bismantova e in Cacume, e per Cacume intendo di un monte altissimo in Calabria, o in Campagna o altrove. Così Cass., Buti, Serrav., Land., Veli., Vent., ecc. Ma un monte di nome Cacume non lo si ò ancora mai trovato in verun luogo. « Non ergo dicas, sicut aliqui ignoranter, quod cacume sit alius locus distinctus ab isto, scilicet unum castellum altissimum, nescio ubi; quod totum est vanum et pneter intentionem poetse; » Benv.
Cadere, dal lat. cadere. In alcuni tempi, come nel presente dell'Indicativo, del Congiuntivo e nel Gerundio, talvolta, e specialmente nella poesia, il d si cambia nel doppio g, e si dice Caggio, Gaggia, Caggendo, ecc. Questo verbo occorre nella Div. Com. 66 volte, 28 nell'In/., 27 nel Purg. e 11 nel Par. - 1. Venire da alto al basso, tratto dal proprio peso ; Inf. xxxii, 29. - 2. Per similit. Inf. xxvii, 26 ; xxxni, 125. Purg. xxv, 85. - 3. E figuratam. Purg. vi, 100.-4. Detto della pioggia, della neve, e d'altre meteore che vengono a terra; Purg.