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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Caccianimico 281
   un calcolo fatto sopra Par. xvi, 34 e seg. arguirono alcuni che Cac-ciaguida fosse nato nel 1106 (Crus., Vent., Pelli, Br. B., Frat., Andr., ecc.), altri nel 1154 (Beno.), altri nel 1160 (Lari., Ott., Falso Bocc., Buti, An. Fior., Land., Veli., Boi., Dan., ecc.), altri ancora nel 1090 o 1091 (Lombi, Port., Parenti, Biag., Ces., e quasi tutti i moderni), la quale data sembra la più probabile. Cfr. S. Scaiìtta, Cacciaguida, Padova, 1894.
   Caccianimico (Ycnèdico, o secondo altri testi Venèdigo, e se-condo altri Venètico), Bolognese conosciuto personalmente da Dante, non per altro noto che per aver venduto per denari la propria sorella; Inf. xviii, 50. « Ebbe una figliuola (?) bellissima ch'ebbe nome Ghisola, de la quale s'innamorò Marchese Obizzo da Esti, e questi per moneta la fece consentire a lui ; » An. Sei. - « Per cierta quantità di moneta la sirocchia charnalle alla voglia del marchese Obizzo da Esti charnalmente chonduse; » Iac. Dant. - « Avea una sorella nome Ghisola bella; rofiianolla a messer Opizzo marchese da Esti di Ferrara, promettendo a lei che Farebbe signorìa e grandezza: dopo lo fatto ella si trovò a nulla delle promesse; » Lan. - « Le-nociniando submisit domnam Ghisolam bellam ejus sororeni et uxo-rem Nicolai Clareìli de bononia Marchioni Aczoni da Este; » Cass. -« Vir quidem nobilis, liberalis et placibilis, qui tempore suo fuit valde potens in Bononia favore marchionis Estensis, qui fuifc Azo III, qui gessit magnum bellum cum Bononia - et tandem procuravit sibi facere magnaxn partem in Bononia, qua} vocata est ob hoc pars Marchiana. Iste ergo miles, nomine Veneticus, liabuit unam sororem pulcerrimam, quam conduxit ad serviendum marchioni Azoni de sua pulcra persona, ut fortius promereretur gratiam eius; » Benv. -Con alcuni particolari VAn. Fior.: « Fu provigionato uno tempo dal marchese Azzo da Esti, signore di Ferrara. Avea messer Venedico una sua sorella, bellissima donna, detta madonna Ghisola, et anto-noinastice, per eccellenzia, però che avanzava in bellezza tutte le donne bolognesi a quello tempo, fu chiamata la Ghisola bella. 11 marchese Azzo, udendo parlare della bellezza di costei, et avendola alcuna volta veduta per l'amistà di messer Venedico, ultimamente, sotto questa fidanza, si partì da Ferrara sconosciuto, et una sera di nutte picchiò all'uscio di messer Venedico: messer Venedico si maravigliò, et disse che la sua venuta non potea essere senza gran fatto. Il Marchese, sotto gran fidanza, et perchè conoscea l'animo di messer Venedico, gli disse ch'egli volea meglio alla sua sirocchia, a madonna Ghisola, che a tutto il mondo; et ch'egli sapea eh'eli'era in quella casa: et pertanto, dopo molti prieglii, messer Venedico consentì et discese alla volontà del Marchese: partissi della casa