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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   A
   nome Giaccio lo quale a la sconfitta di Monte Aperto, o di Cam-paldino, fu perseguitato da quelli di Romlina; unde fuggendo, e loro cacciando pervenne al fiume dell'Arno, e volendolo passare per paura de' nimici che '1 perseguitavano, annegò nel detto fiume. » Così pure Serrav., Dan., ecc., mentre Land., Tal., ecc. stanno con Benv. Il Veli, riferisce le due versioni senza decidere.
   Caccia d'Asciano, cfr. Asciano e l'art, seg.
   Cacciaconti ; « il gran dissipatore Senese, Caccia d'Asciano, rammentato dall'Alighieri nel C. xxix dall' Inf., nacque da messer Trovato dei Cacciaconti di Siena. Questa famiglia d'ordine Magnatizio ebbe signoria di molte castella in contado; principali tra queste Asciano, Rapolano, Scrofiano e Trequanda, tutte rammentate nei diplomi di Arrigo VI e di Federico li. I suoi maggiori furono di origine Salica; ed il Tommasi nelle Storie Senesi rammenta Conte, lo stipite della casa, che era tra i principali baroni di Siena al tempo di Carlornagno. Venendo a date più certe troviamo Salvano di Tolomeo seduto Console nel 1213; un Aldobrandino di Guido fatto Potestà dei Senesi nel 1240, poi nel 1251 arbitro di pace tra i guelfi e i ghibellini di Siena; un Guido di Ranuccio mandato dai propri concittadini ambasciatore a Corrado re dei Romani nel 1248. Caccia d'Asciano nomiuato dall'Alighieri trovasi con molti altri di sua casa presente all' atto con cui i Cacciaconti, probabilmente astretti dalla forza delle armi, sottoposero le loro castella alla repubblica, obbligandosi al pagamento di un annuo censo. A lui contemporanea fu Bonizzella moglie di Naddo dei Piccolomini, la quale fu di tali e tante virtù adornata, da meritarsi culto di Beata sopra gli altari, subito dopo il suo transito, avvenuto nel 1300. Da molti secoli è affatto estinta questa famiglia. » Lord Vernon, Inf., voi. il, p. 439.
   Cacciaguida, trisavolo di Dante, il più antico de' suoi antenati del quale abbiamo notizia, e pare che lo stesso Poeta non conoscesse al di là di Cacciaguida nessuno dei suoi antenati. L'esistenza di Cacciaguida è accertata da un documento del 9 dicembre 1189, nel quale sono ricordati « Preitenittus et Alaghieri fra-tres, filii olim Cacciaguide. » Cfr. Frult-ani e Gargani, Della casa di Dante, p. 29. Passerini, La famiglia Alighieri, p. 8. Del resto non ne sappiamo che quanto ne dice Dante stesso, Par. xv, 130-148, I cioè che nacque a Firenze, che fu battezzato in San Giovanni, che ebbe due fratelli, Moronto ed Eliseo, che sposò una donna della valle del Po, che andò alla Crociata coli'imperatore Corrado e fu fatto da lui cavaliere, e che poi morì per mano degl'infedeli. Da I