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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Caccia 279
   terpretazione che merita senza dubbio la preferenza. Infatti Virgilio non aveva promesso a Dante di rinienarlo « sulla terra, dov'esser soleva » (Ross.), ma fin là, donde, volendo, potrebbe salire alle beate genti, cioè al cielo (Inf. I, 114 e seg.). Nè Virgilio lo ricondusse in terra, ma lo guidò sino al limitare del cielo, cioè sino al Paradiso terrestre. E del suo ritorno in terra Dante non parla, il Poema terminando colla visione della Divinità lassù nell'Empireo
   Caccia, da cacciare; propriam. Il cacciare gli animali salvatici; lo che si fa in varj modi. - 1. Per gli Uomini e i cani che cacciano; Inf. xiii, 113.-2. Per l'Inseguimento de'nemici; Inf. xxiii, 33. Purg. xiii, 119. - 3. Andare a caccia, vale Inseguire le fiere selvatiche per pigliarle ; Inf. xii, 57. - 4. Mettere alla caccia d'alcuno, vale figuratam. Mandare a perseguitare alcuno, come il cane la fiera; Purg. ni, 124.-5. Correre in caccia, vale Correre in fuga, fuggire davanti al nemico; Purg. vi, 15, nel qual luogo però correndo in caccia potrebbe anche significare Inseguendo i nemici, come intesero alcuni antichi. - « Questo fu uno giovane ch'ebbe nome Guccio de' Tarlati d'Arezzo, il quale alla sconfitta di Bibbiena fu molto perseguito e cacciato da quelli da Rondine. Alla fine fuggendo, e quelli perseguendolo, fuggì nel fiume d'Arno, e in esso s'annegò; » Lan., Ott., ecc. L'An. Fior, ripete lo stesso, chiamando il personaggio Guccio da Pietramala, e così lo chiama pure Petr. Dant., che del resto conferma il racconto del Lan., come fa il Cass. che sembra aver preso la sua chiosa da Petr. Dant. E il Falso Bocc.. « Fu lo spirito dunguccio darezzo dunchasato chera nimico debostoli e usciendo undì darezzo questo ghuccio consua compagnia andò allaterina pertrovare i nimici suoi peroffendergli enonpossendo percherano piuforti di lui simisse infugha e volendo passare arno vannegho. » Ma Benv. : « In civitate Aretii ex nobi-libus de Petra Mala fuit unus dominus Tarlatus antiquus, qui ge-nuit Angelum primogenitum ; ex quo natus est Guido episcopus aretinus, famosus dominus Avetii, vir magnanimus et magnificus, nihil habens clericale, qui Aretium patriam suam magnis honoribus et multis commodis decoravit. Ex dicto Tarlato natus est alius filius nomine Zutius patruus dicti episcopi, iuvenis strenuus armorum. Hic, cum Tarlati gererent bellum cum Bostolis nobilibus de Aretio, qui exules recipiebant se in castello, quod dicitur Rondine in Valle Arni, equitavit contra illos; et cum persequeretur quosdam, equus fortis transportavit ipsum in Arnum, et sulfocatus est in quodam pelago. Cuius corpus inde extraetum Bostoli ludibriose sagiptasse dicuntur; quapropter acerbum odium natum est inter partes. »-Il Buti ¦ « Questi fu uno giovano delli Tarlati d'Arezzo che ebbe