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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Buonsignori
   275
   7. Riferito a Qualità, Azione, Pensiero, Sentimento degli Esseri intelligenti, vale Conforme all'idea del bene, Tendente al bene: Purg. iv, 132. Far. xix, 73; xxn, 9. -8. Aggiunto a Disposizione dell'animo, ovvero all'Animo stesso, al Cuore, alla Volontà, ecc., vale talvolta Pronto, Volonteroso, Inclinato a far checchessia; Inf. xvi, 50. Purg. xii, 124. - 9. Aggiunto di Sembiante, Maniere, Parole, ecc., vale Sereno, Affabile, Che mostra amorevolezza, cortesia e buon animo; Inf. xxi, 99.- 10. Detto d'Istituzioni, Ordini, Consuetudini, ecc., vale Diretto al bene e all'utile comune, Che è cagione o mezzo a conseguirlo; Par. iti, 116.-11. Riferito a Stagione, Mare, Vento, ecc., vale Mite, Sereno, Tranquillo, Favorevole e simili; Purg. xxiv, 3. - 12. Detto di Odore o di Cosa odorifera, vale Grata al senso dell'odorato; Purg. xxii, 132.- 13. Buono, adoperato in costrutto colla prep. A, Per, e talvolta anche Da, vale Atto, Acconcio, Idoneo, Opportuno a checchessia; e dicesi tanto di persone quanto di cose; Purg. xxxtii, 30.- 14. Esser buono, vale Essere atto, acconcio, opportuno, Giovare, Convenire e simili; Inf. xn, 27; xv, 103. Purg. vìi, 45. - 15. Anima buona, vale Predestinata alla salute, contrario di Reproba, Prava, Dannata; Inf. ili, 127. -16. Per ironia assai comune, Buono vale Tristo, Malvagio, ed in questo senso prendono alcuni (come sembra a torto) la voce nel luogo Purg. xviii, 119 (cfr. Barbarossa). - 17. In forza di Sost. per Uomo dabbene; Inf. xix, 105. Purg. xvi, 120.
   Itnonsignori : Vogliono alcuni espositori di Dante che ai Buonsignori appartenga quel .... « Niccolò che la costuma ricca Del garofano in prima discoperse » (Inf. xxix, 127) il quale facendo parte della celebre brigata godereccia, istituita in Siena verso il cadere del secolo XIII, inventò molte nuove e ghiotte pietanze, e l'uso di riempire di garofani e cannella i fagiani ed altri simili arrosti (cfr. Niccolò). I Buonsignori sono dell'ordine magnatizio: ed i loro antenati ebbero palagi, torri, portici e loggie nella città: signorie di castella in contado, e più specialmente di Potentino, Monte-giovi e Monteantico. Die alto stato alla casa Orlando di Bonsignore, quello stesso che avendo col commercio bancario ammassato grandi ricchezze, fu dai Senesi deputato nel 1255 a trattare di varii interessi del suo Comune col re Manfredi di Svevia. Niccolò di Bonifazio visse con isplendore più dicevole a principe che a cittadino, talché veniva considerato siccome il capo dei ghibellini di Siena; e questo grado non solo gli avevano procurato le ricchezze, ma più ancora il molto valore nelle armi, spiegato nel 1280 quando guidò l'oste all'assedio di Castiglione in Val d'Orcia. Caduto in sospetto di aspirare al dominio della patria, dovè allontanarsene ; e dopo