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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Bratto, dal lat. brutus nel senso di grave, tardo, inanimato; perchè le cose, nelle quali meno apparisce il moto e la vita, ci paiono non belle; 1. Mancante di proporzione e di convenienza; e quindi Spiacevole a vedersi o a udirsi; e dicesi tanto dell'opere della Natura quanto di quelle dell'Arte; contrario di Bello; Inf. xiii, 10; xxxiv, 34. Purg. xiv, 43. - 2. E detto di persone, vale talvolta Vituperevole, Infame o simile; Par. xxn, 84. - 3. E per Imbrattato, Lordo, Sozzo e simili; Inf. vili, 35; xviii, 119.
   Bnca, dal lat. bucca, affine al franc. bouge ; 1. Luogo cavato, o Apertura in checché si sia, comunemente più profonda che larga e lunga; Inf. xxxn, 125.- 2. E per Apertura stretta e profonda-damente incavata da passarvi; Inf. xxxiv, 131. Purg. xviii, 119. -3. Buca sepolcrale, e talora anche semplicemente Buca, vale la Fossa dove si seppelliscono i morti; Sepolcro; Purg. xxi, 9.
   Bnccia, etimol. ignota; il Diez (Wòrt. n3, 15) la suppone un'aferesi di lob-uccio, dal gr. Xopóg o Xónog, scorza, guscio; il Caix ricorre a prtepulium, che nel tardo lat. avrebbe significato buccia; propriam. Epidermide dei vegetali e specialmente dei frutti; 1. Per similit. La pelle degli animali; Purg. xxiii, 25. - 2. E per la Parte esterna o la Superficie di checchessia; Inf. xix, 29.
   Buco, affine a buca, Apertura che ha del rotondo e non molto larga, Pertugio, Foro; e per similit. Luogo angusto, ristretto, di poco spazio; Inf. xxxii, 2.
   Bucolico ed anco Buccolico, dal lat. bucolicus, Appartenente a buccolica, cioè alla poesia pastorale; Purg. xxii, 57, nel qual luogo Virgilio è detto il Cantor de' bucolici carmi, come autore delle Egloghe.
   Bue, dal lat, bos; 1. Toro castrato e domato; Animale da giogo; Inf. xvii, 75. Purg. xxxii, 145. - 2. Al plur. Buoi; Purg. x, 56; xn, 1.-3. Il bue cicilian, Inf. xxvir, 7, è il toro di rame costruito da Perillo d'Atene e regalato a Falaride tiranno di Agrigenti in Sicilia (che gli antichi dicevano Cicilia), il quale era costrutto in modo, che le grida degl'infelici, postivi dentro ad essere arrostiti, si convertivano in muggiti di toro vivente. Falaride vi fece entrare primo Perillo stesso a farne l'esperienza, onde il toro mugghiò la prima volta, e ben a diritto, col pianto di colui che lo avea costruito coli'arte sua. Cfr. Plin., xxiv, 8. Ovid., Ars Ani. i, 653.
   Bucinine, forma antica (usata anche da G. Vill. e da altri) per Boemia, regno che adesso forma parte degli Stati dell' impero