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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Bruno-Bruto
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miglia si estinse verso la metà del secolo XVI. Secondo i più apparteneva ad essa quell'Agnello ricordato da Dante Inf. xxv, 68 (cfr. Agnèl). « A questo proposito vuoisi peraltro osservare, clie nessuno individuo di questa casa trovasi nelle antiche memorie rammentato che portasse il nome di Agnello o di Agnolo; e che se debba ritenersi per vero ciò che i commentatori hanno detto, convien credere che quello fosse piuttosto un soprannome che il vero nome dell'individuo. » Lord Vernon, Inf., voi. il, p. 431 e seg.
limilo, dal lat. pruna, brace, o dall' ant. ted. brun, ted. mod. braun; 1. Di colore oscuro, che s'accosta al nero; Inf. ili, 118; xiii, 34; xx, 107; xxv, 65; xxvi, 133. Purg. xxvi, 34. Par. xxn, 93. -2. E in forza di Sost., per Colore bruno, cioè nereggiante; Par. li, 73; xv, 51. - 3. Per Adombrato, Oscuro, Con poca luce, tanto al proprio quanto figuratam. Inf. il, 1; vii, 54. Purg. 19, 6. -4. E figuratam. per Turbato, Esprimente dispiacere, mestizia e simili; Purg. xxiv, 27. - 5. Bruno bruno, così ripetuto ha forza quasi di superlativo, e vale Assai bruno ; ma spesso si usa per vezzo di lingua; Purg. xxviii, 31.
Brusco, etimol. ignota; la Cr. dal lat. bruseum, che originariamente sembra avesse senso generico di aspro, duro; il Ferrari dal lat. labruscus ; il Canello da rustico, rust' co ; il Bugge dal lat. bruseum bulbo d'acero a crepature contorte, da cui dial. brusco, Agnolo; altri dall'ant. ted. bruttisc, tetro, rabbioso; cfr. Diez, Wòrt. l3, 91. Propriam. Di sapore che tira a un aspro non dispiacevole al gusto; e dicesi specialmente del vino. E figuratam. Aspro, Rigido,Severo, Torbido; detto dell'aspetto, delle parole,dei modi, ecc. Par. xvii, 126.
Bruto ; 1. Lucio Oiunio Bruto, soprannominato Bruto da Tar-quinio il superbo perchè s'infingeva mentecatto per sottrarsi alle persecuzioni del sospettoso zio; cfr. Ciò. ad Att. vi, 1, 22. Dion. Hal., iv, 67, 77. Tarquinio lo mandò come compagno de' suoi figli a Delfi, d'onde ritornarono coli'oracolo, che la signoria di Roma sarebbe un dì di colui che primo avrebbe baciato la madre. Bruto comprese solo che per la madre l'oracolo aveva inteso la terra; cfr. CiC., Brut., 53. Liv., I, 56. La violazione e la morte di Lucrezia lo indusse a sollevare il popolo, onde Tarquinio fu deposto e sbandito ; cfr. Liv., i, 59. Essendo primo console (nel 509 a. C.) scoperse una congiura alla quale avevano preso parte i propri suoi figli, onde li condannò a morte e li fece uccidere dinanzi agli occhi suoi; Liv., li, 5. Mon. il, 5, 78 e seg. Morì combattendo con Tarquinio