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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Briga-Brigata godereccia
   alcuni Briareo sarebbe personificazione dell'inverno ; cfr. Creuzer, Symbolik und Mythol. il2, 429. Dante lo ricorda Inf. xxxi, 98, alludendo forse alla descrizione fattane da ViRG., Aen. x, 564 e seg. e da Stazio, Theb. ir, 595 e seg. Nel Purg. xii, 28 Briareo ricorre tra gli esempi di superbia punita, secondo la mitologia posteriore ad Esiodo, la quale fa di Briareo uno dei giganti fulminati da Giove e sepolto sotto il monte Etna.
   Briga, d'ignota etimol. Secondo la Cr. dal lat. barb. briga, contesa, rissa, d'origine probabilm. celtica. Zamb.: « Il celt. brig, cima, vetta, è troppo lontano. Lo Storni risale al got. brikan, ted.mod. brechen, rompere, v. breccia, e avrebbe indicato chiasso, tumulto, per la stessa affinità che ha fragore con frangere.» Gir. Diez, Wòrt. I3, 85 e seg. - 1. Cura o Faccenda fastidiosa, Travaglio, Noia; Purg. vii, 55.-2. Per Lite, Contesa, Contrasto; Purg. xvi, 117. Par. xii, 108. - 3. E per Commozione, Agitazione; Par. viu, 69. - 4. E per Ciò che dà briga o travaglio, agitando o in altro modo molestando o tormentando; Inf. Y, 49.
   Brigare, propriam. Usar brighe, raggiri, Far pratiche opportune a fine di ottener checchessia. E per prendersi cura, Far opera, Ingegnarsi; Purg. xx, 125.
   Brigata, soprannome di Nino o Ugolino, figlio di Guelfo, primogenito del conte Ugolino della Gherardesca, e di Elena, figlia naturale di Enzo re di Sardegna. Morì col nonno nella Torre della fame; Inf. xxxin, 89. Cfr. Ugolino della Gherardesca.
   Brigata, da briga, quasi compagnia di gente da far baccano ; Compagnia di persone, adunate specialmente a fine di divertirsi ; Inf. xxix, 130. Purg. xiv, 106.
   Brigata godereccia o spendereccia, Compagnia di dodici ricchissimi giovani Sanesi, formatasi in Siena nella seconda metà del sec. XIII, nell'intento di vivere lietamente in conviti e feste. Dante la menziona Inf. xxix, 130. - « In ci vitate Senarum facta est per tempora moderna qusedam societas vanissima, quse voluit appellari nobilis vel curialis, et vulgo vocata est Spendaritia. Fue-runt enim, ut audivi, duodecim juvenes ditissimi, qui convenerunt concorditer inter se de facienda re, de qua omnium lingure loque-rentur cum risu, ad quorum notitiam perveniret. Posuerunt ergo singuli decem et octo millia florenorum, videlicet in summa ducenta sexdecim millia in cumulum: et statuerunt, quod quicumque ex-penderet aliquid parce, statim tamquam indignissimus expelleretur de tam liberali sodalitio. Conduxerunt ergo datis legibus inter se