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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Botolo-Bozzo 255
   botaniche nella Div. Com. in Dante e il suo sec., p. 519-31. Stop-pani, Il sentimento della natura e la Div. Com., Mil., 1865.
   Botolo, forse dal lat. putus in senso di piccolo, mediante la probabile forma diminutiva putulus ; ma più probabilmente dalla radice bot, comune con botta e botte, significante gonfiezza; Cane piccolo e ringhioso. E fìguratam. per Uomo stizzoso e maligno, ma impotente a nuocere. Onde Dante chiama Botoli gli Aretini; Purg. xiv, 46. - « Gli Aretini, de' quali parla l'Auttore, dove Arno, venendo di Casentino, corre verso Arezzo presso a quattro miglia, sono nominati Botoli, perchè hanno maggiore l'animo che non si richiede alla forza loro; et ancora perchè è scolpito nel segno loro: A cane non magno scepe tenetur Aper ; » An. Fior.
   Botto e Batto, da botta, colpo, e questo affine al lat. batuo e all'ant. ted. bozen, battere; onde Di botto o Di butto, posto avverbialm. per Di colpo, Di subito, Immantinente; Inf. xxii, 130; xxiv, 105. Purg. xvii, 40.
   Bozzaccliione, propriam. accrescitivo di bozzacchio, e questo affine a bozza, dal basso lat. bocia ; Susina che sull'allegare è guasta dagl'insetti col deporvi le loro uova; onde intisichisce, e, ingrossando fuori del consueto, divien vana e inutile; Par. xxvii, 126.
   Bozzo, forse dall'ant. frane, bouz per bouc ; propriam. Becco, ma non trovasi usato che fìguratam. per Colui, al quale la moglie fa fallo; Par. xix, 138.-« Bozze, idest, bastardas;»Benv.-«Bozze, cioè vituperate come è vituperato l'omo quando la moglie li fa fallo; » Buti. - « Qui forse è bello il traslato, che questi due tristi avevano disonestamente vituperato la loro prosapia e le loro corone•,» Poi.-« Il popolo toscano usa bozza per cosa vieta e vana ; e anche trattandosi di discorso, per fandonia o bugia, e io credo che sia un adiettivo sostantivato, e eh'e' ci si sottintenda, al solito, cosa, come in nuova per cosa nuova o novità, e altre simili. Sicché l'emistichio e due corone han fatte bozze si dovrebbe intendere, secondo quest'uso, che quelle due corone, per le sozze opere di que' due principi, non vennero a perfezione di frutto maturo, ma imbozzacchirono e rimasero vane, come pomo intristito nell' allegare. Far bozzo poi, secondo l'uso popolare toscano, si dice pure de' coniugi quando uno fa fallo all'altro, e secondo ciò s'intenderebbe - che quelle due corone furono dalle male opere di que' due principi vituperate. Adulterare e fornicare, in questo significato, l'usa altrove Dante e si trova nelle Sante Scritture ; » Cavemi.