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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Bonifazio Vili e Filippo il Bello
   successorum suorum conscientiis, dummodo successore? illius vige-simum setatis annum exegennt, relinquatur. » Inoltre Bonifazio procurò di cattivarsi il re con diverse concessioni e promesse (cfr. Vill., vili, 62. Baillet, 1. c., p. 55), onde Filippo acconsentì di eleggere Bonifazio, non come papa, ma come persona privata, arbitro tra sè ed Edoardo I. Ma la decisione del papa, del 30 giugno 1298, non corrispose alle speranze di Filippo (cfr. Rayn., ad a. 1298, num. 2 e seg. Rymer, 1. c., i, ti, 894), e le trattative tra Bonifazio e Filippo non ebbero l'effetto voluto (cfr. Rymer, 1. c., i, il, 902 e seg.), onde Bonifazio ricominciò a lagnarsi di Filippo (cfr. Rayn., ad a. 1298, num. 24; ad a. 1299, num. 23 e 25; ad a. 1300, num. 17, ecc.), e quando questi accolse Stefano e Sciarra Colonna, e conchiuse un trattato con Alberto I d'Austria (cfr. Murat., Script, ix, 745, 995; xi, 1204), Bonifazio si credette offeso, onde si lasciò trasportare a commettere diverse imprudenze, immischiandosi arrogantemente nelle cose delk Gran Brettagna (cfr. Rymer, 1. c., 897, 907, 926, ecc.) e della Germania (cfr. Rayn., ad a. 1301, num. 2), con che s'inimicò con Edoardo e con Alberto, ed inviando poi a Filippo, per esporgli le lagnanze papali, Bernardo di Saisset vescovo di Pamiers, il quale era a Filippo tutt'altro che persona grata (cfr. Baillet, 1. c., 77. Velly, Hist. de France vii, 150). L'impertinenza del Legato indusse Filippo a mandarlo per i fatti suoi, quindi a farlo incarcerare (cfr. Du Puy, 1. c., p. 621 e seg. Martene, Thesaurus i, 1319, 1330, ecc.). Bonifazio, infuriato, lanciò una serie di decreti contro Filippo, tutti del 5 decembre 1301, e convocò il clero francese ad un concilio da tenersi a Roma nel novembre del 1302, per provvedere contro gli abusi della Francia (cfr. Bulìeus, Hist. Univ. Paris. iv, 5 e seg. Rayn., ad a. 1301, num. 28 e seg. Du Puy, 1. c., p. 42 e seg. Preuves, p. 661. Baillet, 1. c., 103 e seg.). Dal canto suo Filippo convocò gli Stati generali del regno (10 aprile 1302) per assicurarsi di avere il suo popolo dalla sua. E che veramente i Francesi erano per il loro re e contro il pontefice lo mostrarono tosto e l'epistola dei baroni e cittadini ai Cardinali (cfr. Bulìeus, 1. c., iv, 22. Du Puy, 1. c., p. 60), e nell'ambasciata e lettera del Clero francese a Bonifazio (cfr. Bulìeus, iv, 19. Du Puy, p. 66). Bonifazio rispose colla famosa Bolla Unam Sanctam (cfr. Rayn. ad a. 1302, num. 13. Omaggio a Dante, Roma, 1865, p. 555 e seg.), nella quale rinnovava le pretese concernenti il potere temporale del papa, già avanzate da Gregorio VII e da Innocenzo III, e mandò quindi il cardinale Giovanni suo Legato in Francia, ad offerire al re la grazia papale a condizioni insolenti (cfr. Rayn. ad a. 1303, num. 34 e ad an. 1311, num. 36. Du Puy, 1. c., p. 89 e seg.). Filippo non volle naturalmente accettare, onde il 13 aprile 1303 Bonifazio