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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Donna. » - Serrav. : « Et animai binatura, scilicet Christus, qui ha-bet binam nativitatem, unam eternam in celis de Patre sine matre. aliam in terris temporalem de matre sine patre. » Così pure Veli., Voi., Vent., Tom., ecc.
   itili di, plur. di Bindo, da Ildebrando (cfr. Panfani, Vocab. dell'uso tose., p. 624), secondo altri da Albino, nome comunissimo in Firenze ai tempi di Dante; Par. xxix, 103. Cfr. lapo.
   Biografi di Dante. Per conoscere l'Alighieri, il suo carattere, le vicende della sua vita esteriore e lo sviluppo della sua vita intima, le fonti priinaie alle quali conviene attingere sono le sue opere, i documenti autentici del tempo e gli antichi commentatori, dei quali è però da fare un uso cauto, non dimenticando mai la critica la più circospetta. I biografi, gli antichi non meno dei moderni, occupano un posto soltanto secondario. - 1. Giovanni Villani contemporaneo di Dante e già suo vicino, gli dedicò un capitolo della sua cronaca (ìx, 136), un ricordo necrologico nel quale non mancano errori, ma che è tuttavia di somma importanza. Le notizie date dal Villani sono da considerarsi come fatti acquisiti dalla storia, a meno che siano dimostrate erronee da documenti autentici, o per prove che non ammettono replica. - 2. Giovanni Boccaccio è il primo biografo di Dante propriamente detto. Egli chiama il suo lavoro modestamente un « Trattateli in laude di Dante» (Com., ed. Milanesi i, p. 89); i posteri
   10 battezzarono « Vita di Dante. » È un elogio, scritto colla buona fede dell'uomo sincero, incapace di inventare fatti di sua fantasia, ma anche coli'ingenuità dell'uomo che della critica storica non sa fare verun uso, che si diletta di aneddoti, di cose meravigliose, e specialmente di lunghe digressioni e declamazioni rettoriche. Inoltre egli si attenne al metodo di induzione, in voga ai suoi tempi appo i commentatori, raccontando per fatti ciò che era semplicemente il risultamento del suo modo di intendere passi danteschi.
   11 suo lavoro, indispensabile, ma da consultarlo facendo ampio uso della critica, ci è pervenuto in tre redazioni diverse e nel tentativo di una quarta. A stampa se ne hanno due, cioè della Vita intiera e dell'una delle redazioni compendiate. Della Vita intiera si fecero dal 1477 in poi una ventina di edizioni; la migliore, unica veramente critica, è: La Vita di Dante scritta da Giovanni Boccaccio. Testo critico, con introduzione, note ed appendice di Francesco Macrì-Leone, Fir., 1888. Ivi, p. cxxlll-c'l si trova pure la bibliografia completa. Dell'una delle redazioni compendiate si hanno quattro stampe, premesse alle ediz. della Div. Com. del Mussi, Mil., 1809, della Minerva, Padova, 1822, del Ciardetti, Fir., 1830 e del Didot, Pa-