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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Biasimare, e poeticam. Biasmare, dal lat. blasphemare, onde l'antiquato biasmare, Dir male di checchessia, Disapprovarlo, Avvilirlo, mostrandone la sconvenevolezza o il difetto: contrario di lodare; Par. xxiii, 66.
   Biasimo, e poeticam. per sincope Biasìno ; 1. Nota o Macchia che resulta dall' esser biasimato, ed anche L'atto del biasi-.mare; Inf. v, 57; xr, 84, Purg. xviii, 60. Par. iv, 59.-2. Dar biasimo vale Biasimare; Inf. vii, 93.
   Bibliografia dantesca, cfr. Letteratura dantesca.
   Bica, forse dal lat. apex, apicis, se non piuttosto dall'ant. ted. biga = mucchio, per lo più di covoni; propriam. Quella massa, di forma per lo più circolare, che si fa sul campo o sull'aia, de' covoni del grano mietuto. E per Mucchio, Gruppo o Ammassamento di checchessia; Inf. xxix, 66.
   Bice, sincope di Beatrice, Son.: « Guido, vorrei che tu e Lapo ed io, » v. 9; cfr. Par. vii, 14. Vit. N. i, 24, 43. Dall'uso che Dante fa di questo fiorentinesco vezzeggiativo non è lecito dedurre veruna conclusione concernente la questione della Beatrice. Dopo aver dato tal nome alla Donna della sua mente, era troppo naturale che il Poeta non rifuggisse dal servirsi pure del fiorentinesco vezzeggiativo.
   Bieco, dal lat. obliquus; 1. Travolto, Storto; e dicesi propriamente degli occhi quando si volgono obliquamente per ira o per minaccia; Inf. vi, 91; xxiii, 85. - 2. E figuratam. vale Pravo, Maligno, Disonesto, contrario di Retto, tanto parlando di persone, quanto di azioni; Inf. xxv, 31. Par. V, 65; vi, 136. - 3. Al plur. Dante usa bieci (Par. v, 65) e biece (Inf. xxv, 31. Par. vi, 136) per biechi (Inf. vi, 91) e bieche (manca), non già in grazia della rima, ma a motivo della parentela che v' avea anticamente tra eh e c, per cui si disse fisice e metafisice, per fisiche e metafisiche, anche fuor di rima (Par. xxiv, 134), Antioccia per Antiochia, ci-rurgia per chirurgia, sciarare per schiarare, scifare per schifare, scifo per schifo, elenci per elenchi, ecc. Cfr. Nannuc., Voci, p. 54. Anal. crit., p. 289. - 4. Nel luogo Par. v, 65 pare che bieci valga Inconsiderati, Poco accurati nell'esaminare e ponderare le cose, onde il senso: Siate fedeli, ma non inconsiderati e precipitosi nel far voti, come fu Iefte, che a motivo del suo voto precipitato si privò dell'unica figlia (cfr. Iepte). - Lan.: « L'autore vuole dire: Non correte voi uomini vivi o mortali a votare biegiamente come fe' Iefte di sua figliuola. » - Benv.: « Bieci, idest, simplices, irnpro-