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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   sein Leben und seine Werke, Halle, 1879. L. Clédat, Du róle his-torique de Bertran de Born, Par., 1879. Mary-Lafon, Bertrand de Born. Tableau historique militaire et littéraire dìi 12e siècle, 2 voi., Par., 1838. Laurens, Le Tyrtée du moyen-dge, ou histoire de Bertrand de Born, Par., 1863. Dante lo pone tra' seminatori di discordie; Inf. xxviii, 134.
   Berza, dal ted. Ferse = calcagno ; La parte della gamba dal ginocchio al piè, e più particolarmente il Tallone, il Calcagno ; Inf. xviii, 37.
   Bestemmia, dal gr. f}XaacpY)p.(a, lat. blasphemia, onde anticam. si disse anche biastemma; Parola o Discorso ingiurioso a Dio, e anche alla Vergine o ai Santi, col dar loro qualificazioni che non si convengono, o negando quelle che loro si addicono. Bestemmia di fatto si disse anche per Offesa fatta a Dio colle opere; Purg. xxxiii, 59.
   Bestemmiare, dal gr. pXaacpy][isìv, lat. blasphemare; 1. Dir bestemmie ; Inf. xxxii, 86. - 2. E per Maledire, Imprecare ; Inf. in, 103; v, 36; xi, 47.
   Bestia, dal lat. bestia; 1. Nome generico d'i tutti gli animali bruti, e più specialmente dei quadrupedi più grossi; Inf. i, 58, 88, 94; il, 48; xii, 19; xiii, 114; xvii, 30; xxx, 24. Purg. vili, 102; xx, 11; xxiv, 83, 85, 135; xxvi, 84. - 2. Bestia figuratam. dicesi per ingiuria di Uomo stolido, irragionevole, o che abbia costumi di bestie; Inf. xv, 73; xxiv, 126. Par. xix, 147; xxi, 134.
   Bestiale, dal lat. bestialis, Propriamente vale Di bestia, Appartenente a bestia; ma s'usa per lo più a significare Da bestia, Degno di bestia, Irragionevole; Inf. xii, 33; xxiv, 124; xxxii, 133.
   Bestialità, Bestialitate e Bestialitade, Astratto di Bestiale; L'esser bestiale; ossia Qualità, Disposizione, Costume da bestia; Inf. xi, 83. Par. xvii, 67.
   Bevere, cfr. bere.
   Bevero, dal lat. fiber, ted. Biber, onde alcuni testi hanno bi-bero; Castoro; Inf. xvii, 22, nel qual passo Dante segue l'antica volgare ma erronea opinione, che il Castoro si nutra di pesce. Cast.: « Il bevero non ha guerra con altri animali che co' pesci : adunque sua guerra è la pescagione. » Boss.: « Ponesi questa bestiuola astuta col petto verso la riva, e col tergo dentro la corrente, ove diguazza
   15. — Enciclopedia dantexca.