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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Benignanza, cfr. Beninanza.
Benignità, dal lat. benignitas, Astratto di benigno; L'esser benigno; Par. xxxiii, 16.
Benigno, dal lat. benignus; 1. Disposto per natura a far bene altrui, Amorevole, Affabile, Cortese; Inf. v, 88; xv, 59. Purg. vii, 104; xi, 18; xv, 102; xix, 44; xxxn, 138. Par. xii, 57. 88; xv, 1; xvi, 60; xvii, 73; xxiii, 85; xxxi, 62. - 2. E figuratam. Che dimostra o esprime benignità; Inf. xvii, 11.
Beninanza, ed anche Benananza, dal provenz. bena-nansa, composto di ben = bene, e anar = andare; Godimento di bene, Prosperità, Felicità, Benessere; Par. vii, 143; xx, 99. In ambedue i luoghi i più e più autorevoli codd. hanno beninanza, alcuni invece benignanza. Vuole il Nannucci (Anal. crit., 37 e seg.) che le due voci non abbiano lo stesso significato. « Le voci beninanza e benignanza non sono della medesima origine. Dal lat. benignitas è benignità, che si scrisse anche benignanza per la terminazione in anza, diletta ai Provenzali e ai nostri antichi; ed è l'abituale disposizione dell'animo a far bene ad altri. Beninanza poi viene dal prov. ben e anar, cioè bene andare; benanan, ben andante, cioè felice, prospero; benananza, cioè benandanza, felicità, prosperità. » Per altro il Nannue. confessa che « talvolta si sono confuse tra loro queste due voci. » Buti Par. vii, 143: « La Somma Be-nenanza, cioè la somma bontà di Dio: imperò che Iddio tutto ciò, che fa, fa per sua infinita bontà. » E Par. xx, 99: « Con sua be-nenanza, cioè co la sua bontà; la sua bontà è infinita et avanza tutte le cose, e per la sua bontà vuole quello che vuole la virtù e lo bene operare. »
Benvoglienza, cfr. Benevoglienza.
Bere e Bevere, dal lat. bibere; 1. Prender per bocca acqua, vino, o altro liquido, principalmente a fine di levarsi la sete; Inf. xxxm, 141. Purg. xxi, 74; xxii, 65; xxiii, 67, 86; xxiv, 124; xxx, 73; xxxi, 141; xxxm, 96. Par. xxiv, 8; xxvii, 59; xxx, 88.-2. Usato in modo assoluto, vale Ber vino, o altri liquidi simili ; Purg. xxiv, 32. -3. E per similit. Assorbire; Purg. xxv, 37. - 4. Bere il sangue altrui, vale figuratam. Spargerlo, Versarlo, e propriamente con una certa compiacenza e ferocia; Par. xxvii, 59. - 5. Bere in forma di sost., Bevanda, Beveraggio, e anche Bevuta; Purg. xxii, 145; xxxm, 138.
Bergamasco, di Bergamo; Inf. xx, 71. Il Volgare bergamasco biasimato; Vulg. El. i, 11, 23 e seg.