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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   balze di macigno schistoso si precipita, e là si congiunge ai torrenti del Rio-destro e di Troncalosso, che tosto mutata indole e nome diventano tutti insieme il Montone. Poco sotto al monastero, e presso alla congiunzion dell'Acquacheta e del Rio-destro è il villaggio di San Benedetto ove ebbero signoria un tempo i nobili della Rocca San Casciano, e i conti Guidi; onde nascerebbe il dubbio se la Badia o il villaggio sia il luogo che il Poeta dice destinato a mille; » Br. B. - Quidam comes regnans in montibus illis decre-verat facere ibi unum castrum sive fortilitium, ad quod reduceret omnes habitantes loci habentes domos suas et habitacula dispersim, quod tamen non effecit ; » Benv. - « Aliqui dicunt, quod Dantes ivit semel ad conducendum mille homines armorum, ita quod ipse erat prò mille ad recipiendum mille ad stipendium Florentinorum. Hanc opinionem non puto esse veram, nec certe [est]. Alia opinio est quod illa aqua cadens facit bene mille partes de se in cadendo. Nec ista opinio michi placet. Alia opinio est quod illa aqua per rusticos dividitur in mille partes ad irrigandum prata, ut plus de feno habeatur per mille rivulos; sicut fit in Ytalia: intra montes adaquantur prata ut uberiora sint ad fenum producendum; et sic fit in Alamania montana. Alia opinio est, quam credo esse veram, quod unus nobilis homo de partibus illis, voluit in ilio loco facere unum furtilitium, unum bonum castrum, ad quod reducerentur homines rurales, qui erant inter illos montes habitatores; et voluit quod omnes iIli rustici, qui erant bene mille, reducerentur ad habi-tandum in ilio castro; quod facere incepit. Demura post prepeditus morte, opus remansit incompletnm; sed sic debebat fieri, et sic fuerat ordinatum. Et Dantes erat amicus istius nobilis viri, quia erat unus de comitibus de Dovadula; » Serrav. Cfr. G. M. Bertini in Atti dell'Aecad. delle Scienze di Torino, 1871, voi. v, p. 525-34.
   Benedetto XI papa, Niccolò Boccasini « di Trevigi di piccola nazione, che quasi non si trovò parente » (Vill. viti, 66), nacque da un povero notaio nel 1240, fecesi frate domenicano nel 1257, si dedicò tutto agli studi e scrisse parecchi commenti di libri della S. Scrittura. Fu eletto generale dell'Ordine nel 1296, cardinale nel 1298, Legato in Ungheria nel 1302, e fu papa dal 22 ottobre 1303 sino alla sua morte, avvenuta il 7 luglio 1304. « Uomo savio e di santa vita,... cominciò assai buone cose, e mostrò gran volere di pacificare i cristiani. E prima fece accordo dalla Chiesa al re di Francia, e ricomunicò il detto re, e confermò ciò che papa Bonifazio avea fatto, e mandò a Firenze frate Niccolò da Prato cardinale ostiense per legato, per pacificare i Fiorentini co' loro usciti » (Vill., 1. c.). « Morì nella città di Perugia, e dissesi di veleno; che