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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
206 Beffa-Bella
medio evo, Omilie, Vite di Santi, Inni, Epigrammi, lavori grammaticali e di cronologia, ecc. La sua opera principale è la Historia ecclesiastica gentis Anglorum in cinque libri, la fonte principale per la storia d'Inghilterra sino all'anno 731 (ediz. principe, Strass-burgo, 1500; ottime ediz. curate da I. Smith, Cambridge, 1722, dallo Stevenson, Londra, 1838, dal Molesly, Lond., 1869). Le sue Opere complete vennero in luce: Parigi, 1521 e 1544, Basilea, 1573, Co-logna, 1612 e 1688, ultimamente a Londra 1843-44 in 12 voi. per cura di A. Giles. Cfr. H. Gehle, Be Bedce Ven. vita et scriptis, Lugd. Bat., 1838. K. Werner, Beda der Ehrw. und s. Zeit, Vienna, 1875.
Beffa, forma varia di buffa e dello stesso significato, Burla o Scherzo fatto con arte, per modo che chi è burlato non se ne accorga; Inf. xxm, 14.
Belli, Bei e simili, cfr. bello.
Belaeqna, personaggio che Dante trova tra' negligenti nell'Antipurgatorio, Purg. IY, 123, del quale si hanno scarse notizie. Pan. si contenta di dire che « fu una pigrissima persona. » Ott., Petr. Dant., Falso Bocc., ecc. non ne dicono nulla. - Cass. : « Puit optimus Magister chitararum et leutorum et pigrissimus homo in operibus mundi sicut in operibus anime. » - Benv. : « Iste fuit de Florentia, qui faciebat citharas et alia instrumenta musica, unde cum magna cura sculpebat et incidebat colla et capita cithararum, et aliquando etiam pulsabat. Ideo Dantes familiariter noverat eum, quia delectatus est in sono.... Cum Dantes aliquando in vita incre-paret eum de pigritia sua, iste erat solitus respondere quod anima sedendo et quiescendo fit sapiens. » - Buti: « Fu molto negligente in tutte le cose e così nell'atto de la penitenzia; ma pur al fine si pentì. » - An. Fior. : « Questo Bclacqua fu uno cittadino di Firenze, artefice, et facea cotai colli di liuti et di chitarre, et era il più pigro uomo che fosse mai; et si dice di lui ch'egli venia la mattina a bottega, et ponevasi a sedere, et mai non si levava se non quando egli voleva ire a desinare et a dormire. Ora l'Auttore fu forte suo dimestico; molto il riprendea di questa sua negligenzia; onde un dì, riprendendolo, Belacqua rispose colle parole d'Aristotile : Sedendo et quiescendo anima efficitur sapiens ; di che l'Auttore gli rispose: Per certo, se per sedere si diventa savio, niuno fu mai più savio di te. » Altre notizie di questo personaggio non si rinvengono nè presso gli antichi nè presso i moderni.
Bella, nome della madre di Dante, della quale non si conosce il casato, nè si sa altro, se non che fu una delle due mogli di Ali-